Il “mostro” che ha dato fuoco a Vania Vannucchi: «Non volevo ucciderla» (video)

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Vania Vannucchi ha perso la vita dopo che qualcuno l’ha cosparsa di benzina e le ha dato fuoco, a nulla sono serviti i soccorsi. La polizia dopo le prime ricostruzione ha fermato Pasquale Russo come presunto aggressore della donna. Le parole di Lucia Cascino, capo della squadra mobile, e di alcuni testimoni. La donna era stata aggredita mercoledì all’esterno dell’ospedale di Lucca. Ha avuto la forza di pronunciare il nome del suo aggressore: «È stato Pasquale, ha rovinato la mia vita e adesso mi sta uccidendo. Aiuto, chiamate il mio babbo» aveva urlato mentre alcuni operai tentavano disperatamente di spegnere il fuoco con le coperte e piccoli secchi d’acqua e medici e infermieri corsi dal vicino ospedale cercavano di sedarla. Poi la 46enne, figlia del massaggiatore storico della Lucchese calcio, Alvaro, una vita da operatrice sanitaria, aveva perso i sensi. Trasportata d’urgenza con un elicottero del 118 a Pisa, reparto grandi ustionati dell’ospedale Cisanello. «Ha ustioni gravissime in più del 90% del corpo, la prognosi è riservata» aveva spiegato il direttore sanitario Fabrizio Gemmi. L’uomo in carcere con l’accusa di aver aggredito e bruciato Vania Vannucchi ieri nei pressi dell’ospedale di Lucca, avrebbe ammesso di essere sul posto e di aver gettato anche benzina sulla donnama avrebbe detto di non volerla uccidere, e soprattutto di non aver appiccato le fiamme.