Gasparri: “Grillini inadeguati, hanno consegnato la Rai a Renzi”

L’ex ministro delle Comunicazioni, Maurizio Gasparri risponde a stretto giro di posta al grillino Roberto Fico che, in una lettera a Repubblica, sostiene di non aver bloccato le nomine del Cda Rai con una motivazione procedurale e con la surreale scusa che opponendosi alle nomine avrebbe creato «un’ingerenza politica nelle scelte aziendali».  «I grillini sono inadeguati – commenta Gasparri – incapaci e complici al tempo stesso. L’autodifesa del presidente della commissione di Vigilanza in merito allo scandalo delle nomine Rai è inconsistente. Fa appello a procedure che ha inventato. Mercoledì si poteva tranquillamente votare quanto avevano proposto alcuni esponenti del Pd e io stesso per stabilire che l’approvazione del piano per l’informazione da parte della Rai avrebbe dovuto precedere qualsiasi procedura di nomina. Non sarebbe stata un’interferenza ma la logica attuazione di principi che sono stati più volte discussi dalla stessa commissione. Dire poi che bisognava audire i vertici Rai per capire se il piano c’era o non c’era è una affermazione ridicola».

“Grazie al M5s in Rai c’è un monocolore renziano”

«Ancor prima dell’inizio della riunione – aggiunge il senatore di Forza Italia – era stata proiettata una slide con la scritta “Proposta di sviluppo del progetto sull’offerta informativa”. Era chiaro che ci trovavamo non di fronte a un piano programmatico ma a chiacchiere. Il presidente Maggioni, incalzata da me, ha ammesso che il piano non c’era. L’audizione si doveva sospendere. In mancanza di un piano discusso e approvato dal Cda la riunione doveva finire e a quel punto i vertici Rai si sarebbero trovati in difficoltà. La lottizzazione renziana è stata possibile solo grazie alla complicità del presidente della commissione di Vigilanza o grazie alla sua inadeguatezza. Ora abbiamo un monocolore governativo in Rai che non ha precedenti. Del passato si può pensare ciò che si vuole. Ma c’era una rappresentanza plurale che teneva conto della diversità e della complessità del paese che Renzi con la sua protervia ignora completamente».