Frena l’economia. Il centrodestra: a casa questo governo di incapaci

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Cattive notizie per Renzi e per gli italiani: «Nuova frenata per l’economia italiana. Nel secondo trimestre Pil invariato. L’Italia di Renzi non cresce, è ferma e non ha prospettiva. Le cifre mirabolanti del cantastorie fiorentino sono state ancora una volta smentite. Sommersi di tasse, truffati nei risparmi, gli italiani non hanno soldi per gli acquisti e l’economia non gira. Uno sguardo ai risultati degli altri Paesi europei traccia dell’Italia un quadro impietoso. Per risollevare la nostra economia l’unica ricetta è mandare a casa questo governo di incapaci». Lo dichiara il senatore Maurizio Gasparri (FI). «Pioggia di brutte notizie per Renzi. Bankitalia e Istat suonano il de profundis al governo. Innanzitutto sul debito pubblico: nuovo record a giugno, con 2.248,8 miliardi, a smentire il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan, che continua a ripetere, non si sa su quali basi, che diminuisce. Ma negare l’evidenza è una pratica consolidata di questo esecutivo. Lo ha fatto, da quando è in carica, anche sulla crescita, propagandando una ripresa che non c’è». Così, in una nota, Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia. «I dati Istat di oggi ci dicono, infatti – continua -, che tra marzo e giugno di quest’anno il Pil italiano è rimasto fermo al palo e che nei primi sei mesi del 2016 la crescita acquisita è solo dello 0,6%.

Il centrodestra: altro che promettere bonus…

Destinato a rimanere immobile o a diminuire nei prossimi trimestri, quando sconteremo l’effetto dell’uscita del Regno Unito dall’Unione europea, di cui i dati di oggi non tengono ancora conto. Rispetto alle previsioni del governo, che nel Documento di Economia e Finanza (Def) di aprile ha stimato una crescita del Pil nel 2016 dell’1,2%, – prosegue Brunetta – siamo esattamente alla metà. Se a questo si aggiunge che nel calcolo del Pil nominale (Pil reale + inflazione), che è quello che conta ai fini del rispetto dei parametri europei, il governo ha stimato un tasso di inflazione dell’1%, quando a fine anno sarà pari a zero o meno di zero, avremo dati a consuntivo (Pil nominale: 0,6%-0,7%) pari a un terzo rispetto alle previsioni del governo (Pil nominale: 2,2%), con tutte le conseguenze in termini di deficit, debito, investimenti. Per correggere i conti pubblici, servirà una manovra da 30-40 miliardi. E la Legge di stabilità di ottobre sarà lacrime e sangue per il Paese, altro che bonus promessi a destra e a manca per comprarsi il consenso. Gli italiani al referendum di autunno giustamente voteranno “No” con le tasche, e non avranno pietà dell’imbonitore Renzi. Se il buon giorno si vede dal mattino – conclude -, sarà un autunno caldo e nero per il governo».