Francia, porta il crocifisso al collo: aggredito un giovane di 20 anni

Portare al collo una croce cristiana in Francia è pericoloso. Un giovane di circa vent’anni è stato aggredito e picchiato a Vitrolles, nel dipartimento francese delle Bocche del Rodano, da persone che lo hanno accusato di “essere ignorante” perché portava una croce cristiana al collo, che gli hanno strappato. Lo ha riferito Bfmtv, precisando che il ragazzo è stato portato in ospedale, ma non è in gravi condizioni. La procura di Aix-en-Provence ha fatto sapere che gli autori dell’aggressione non sono ancora stati identificati e che le indagini continuano. Portare un simbolo cristiano al collo è rischioso. Senza scomodare la barbara uccisione del sacerdote di Rouen, da tempo i cristiani in Francia vivono vita difficile nella loro quotidianità e nei loro simboli più intimi.

 Profanazione di tombe cristiane

Ricordiamo la profanazione del cimitero cristiano Saint-Roch di Castres, nel dipartimento del Tarn: 216 tombe profanate, senza contare le numerose croci e statue della Vergine Maria divelte. “Tutti i miei pensieri alle famiglie”, commentò il premier Valls per esprimere la sua solidarietà alla comunità cristiana, alla stregua di quanto aveva fatto in precedenza con la comunità ebraica per la profanazione del cimitero di Sarre-Union. Poi, però, quando si trattò di pianificare un progetto di lotta contro il razzismo e l’antisemitismo quei “cristiani” cui aveva appena mostrato la sua prossimità, nel “pacchetto” di proposte sono stati dimenticati.  Tra i discriminati che il pacchetto di misure ha l’obiettivo di proteggere (quaranta per un totale di cento milioni di euro di finanziamento distribuiti nei prossimi tre anni), ci sono i musulmani, gli stranieri, gli omosessuali, gli ebrei, ma dei cristiani nemmeno l’ombra. Ancora una volta i cristiani sono i “grandi dimenticati” dell’esecutivo socialista.