Foto choc: una donna stuprata con le scarpe firmate. L’azienda si dissocia

FacebookPrintCondividi

Stupro con griffe. Una donna stesa a terra seminuda che indossa un paio di scarpe Ixos, reduce presumibilmente da una violenza sessuale: è la foto choc pubblicata da un rivenditore di Frascati del marchio Ixos a fini pubblicitari. Nella foto la donna ha le gambe divaricate, i jeans slacciati che lasciano scoperti gli slip, le mani che premono siull’asfalto.Un’istantenea di pessimo gusto, che ha scatenato le polemiche sul web ed è costata al rivenditore l’interruzione dei rapporti commerciali con la società calzaturificia.

Foto choc, l’azienda si dissocia

L’azienda Malloni Spa, titolare del marchio Ixos, infatti, in una nota ufficiale tiene a precisare che «la foto pubblicata sulla pagina Facebook del rivenditore Eredi Corazza, in cui è ritratta una donna stesa a terra che indossa un paio di scarpe del predetto marchio (dei tronchetti con zeppa, ndr), è esclusivamente frutto di un’autonoma decisione promozionale del rivenditore medesimo, che mai è stata preannunciata, né tantomeno condivisa ed autorizzata dalla società». Con il comunicato l’azienda dichiara anche di «interrompere la collaborazione commerciale e di procedere per vie legali» contro il titolare del negozio, che non risulta pentito dello scatto pubblicato online

La polemica sui social: è uno schifo

La precisazione arriva all’indomani delle polemiche scoppiate sui social per la foto choc che potrebbe ricordare una vittima di stupro o femminicidio. Difficile interpretare diversamente l’istantanea. «Ma come si fa a pubblicizzare così delle scarpe da donna?». E ancora:  «Vergogna. Mimare uno stupro? Vi segnalo subito» sono alcuni dei commenti del popolo della rete. Molto più di uno Lo scivolone, ancora più grave per l’escalation dei femminicidi che nel 2016 ha toccato cifre record. L’azienda si dissocia «con nettezza dal contenuto della pubblicazione, ritenendo che il veicolo promozionale debba essere sempre utilizzato con cautela, nel rispetto della sensibilità dell’osservatore, dunque entro determinati perimetri e senza mai scadere nella strumentalizzazione; pertanto confida nella consapevolezza che la propria clientela sappia riconoscere come questo tipo di messaggi  non ha mai connotato la propria politica aziendale, né la propria proposta stilistica». L’azienda esprime «la propria vicinanza a quanti si siano sentiti offesi e indignati dalla sua visione o dal messaggio che la stessa può lasciar trapelare e con i medesimi pertanto si scusa». E chiede formalmente al rivenditore di oscurare la foto dal suo sito e dalla pagina Facebook.

La toppa è peggiore del buco

La foto è ancora lì e il nuovo post del profilo Facebook del negozio di Frascati peggiora le cose. «Prendiamo atto che la nostra immagine non sia stata apprezzata e affermiamo che sia stata mal interpretata. Siamo un’attività che opera nel settore della moda dal 1930, il nostro nome, il nostro Dna, sono da sempre stati associati a un prodotto dagli standard qualitativi elevati, uno store che ama la femminilità prendendosi cura dell’immagine delle proprie clienti».