La foto del “baciapiede” non perdona: la Pm di Trani Merra lascia l’inchiesta

La foto del “baciapiede” non perdona: la pm di Trani Simona Merra lascia. È la legge di Facebook. Legge che non ammette deroghe. Non l’inchiesta poté, ma la foto. Anzi, le foto. Foto gioiose e trastullanti con tanto di audaci commenti. Tutto sui social. Tutto pubblico. Perché avere Faceboook è ormai un’abitudine. E, per tanti, quasi una necessità. Pagine di un diario virtuale per dire e per far vedere. Come a voler dimostrare di essere vivi. Perché se non la posti su Facebook, che vita è? Vale per tutti, ma forse un po’ meno per un pubblico ministero. Come questo pm della procura di Trani. Cui nessuno può imputare di voler vivere la sua vita. Ma che sicuramente avrebbe fatto meglio ad essere più accorta. E con lei i suoi amici. Perché quasi nulla oramai sfugge all’occhio dell’utente navigatore. E così la foto del “baciapiede” e le frasi estrapolate dal social hanno finito per inguaiare la pm Merra. Una questione di mera opportunità, certo. Ma che questione. Perché alle foto piuttosto esplicite si sommano anche frasi discinte dai facili doppi sensi. Impossibile far finta di nulla. Impossibile impedire che il “baciapiede”  diventi “virale” e la foto  invada il web. Soprattutto se si è titolari di un fascicolo processuale che scotta, come quello sulla tragedia ferroviaria dello scorso luglio in Puglia. Perciò ecco la naturale conclusione: «Responsabilmente e per desiderio di riportare serenità attorno alla vicenda, la dottoressa Simona Merra, pur ribadendo la propria correttezza nella conduzione delle indagini, ha deciso di astenersi dall’ulteriore trattazione del procedimento». Il procuratore di Trani, Francesco Giannella, firma la nota. La priorità è sensata: porre un freno alle polemiche suscitate dalle foto della pm Serra in atteggiamenti confidenziali con il difensore di una degli indagati del disastro ferroviario. Le foto dell’inequivocabile e ormai notissimo “baciapiede” e anche le altre dell’evidente intimità tra la pm Simona Merra e l’avvocato Leonardo Di Cesare, difensore del capostazione di Andria indagato per l’incidente del 12 luglio. Foto che era già finita, insieme all’esposto allegato, alla Prima Commissione del Csm. Impossibile per la Merra far finta di nulla. Impossibile per la procura non intervenire. La legge di Facebook non ammette deroghe. Neppure per i pm.