Erdogan libera 40mila delinquenti dalle carceri turche: finiranno in Europa?

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L’ultima trovata di Erdogan potrebbe avere conseguenze anche per il resto d’Europa. Il governo turco ha infatti varato un decreto per rilasciare circa 38.000 detenuti, presumibilmente – secondo i media – per far spazio nelle carceri del Paese alle circa 35.000 persone arrestate nell’ambito delle indagini sul tentato colpo di Stato dello scorso 15 luglio. Il ministro della Giustizia, Bekir Bozdag, ha spiegato in un tweet che non si tratta di un’amnistia ma di un rilascio condizionato. La misura esclude i detenuti colpevoli di omicidio, violenza domestica, abusi sessuali o reati contro lo Stato. Che fine faranno i criminali scarcerati? Il rischio è che possano essere liberi di andare a fare danni in Europa, con la sollecitazione delle forze dell’ordine turche. Una specie di vendetta di Erdogan nei confronti dei Paesi occidentali.

Che fine faranno i criminali liberati da Erdogan?

Il decreto voluto dal presidente Erdogan, varato nell’ambito dello stato di emergenza di tre mesi dichiarato nel Paese dopo il fallito golpe, prevede il rilascio di detenuti che devono ancora scontare un massimo di due anni della pena e concede la libertà vigilata ai detenuti che hanno già scontato la metà della pena. Oltre a escludere i detenuti colpevoli di omicidio, violenza domestica, abusi sessuali o reati contro lo Stato, le misure non verranno applicate per reati commessi dopo il primo luglio, escludendo così coloro che sono ritenuti coinvolti nel tentato colpo di Stato. È stato lo stesso ministro della Giustizia a stimare in un tweet che il decreto porterà al rilascio di circa 38.000 detenuti comuni. Finora, circa 35.000 persone sono state fermate per essere interrogate nell’ambito delle indagini sul fallito golpe, di cui oltre 17.000 sono state arrestate e dovranno comparire davanti ai tribunali: tra loro ci sono anche soldati, poliziotti, giudici e giornalisti.