Ecco la mappa della paura elaborata dall’Ingv attraverso i questionari online

Dall’Appennino alla costa adriatica, il terrore ha dilagato tra gli abitanti dell’Italia centrale dopo la scossa di magnitudo 6.2 che li ha tragicamente risvegliati alle 3:36 del 24 agosto.
Le loro emozioni sono fotografate nella “Mappa della paura“, elaborata dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sulla base dei questionari online compilati da oltre 10.000 persone sul sito www.haisentitoilterremoto.it già nell’immediatezza delle prime scosse, quando oramai, svegliati bruscamente dai colpi del sisma, nessuno riusciva più ad addormentarsi e si cercavanio notizie sul web, proprio sui siti dell’Ingv per capire cos’era accaduto. E, soprattutto, dove.
Nella cartina l’Italia appare spezzata in due dallo spavento, descritto da una grande macchia rossa degradante verso il verde che si estende su tutta l’area terremotata, raggiungendo la Romagna, il cuore della Toscana e perfino un lembo della costa pugliese.
«Hai avuto paura?»: è questa la domanda specifica, tra le tante, a cui le persone hanno risposto barrando “sì” o “no” per descrivere il loro stato d’animo dopo la scossa. Un interrogativo apparentemente banale, ma pensato per sondare un terreno delicato, quello della sfera emotiva, andando al di là della percezione materiale del sisma attraverso le oscillazioni dei lampadari, i latrati dei cani o le crepe nei muri.
«Per ogni unità di territorio con raggio di circa 10 chilometri, abbiamo calcolato la percentuale di persone che erano state spaventate dalla scossa rispetto a quelle non lo erano: abbiamo ottenuto così una mappa che è molto coerente con quelle che descrivono l’intensità del sisma», spiega il geologo dell’Ingv Valerio De Rubeis, tra i responsabili del servizio “Hai sentito il terremoto?”.
«La paura raggiunge il 100 per cento nelle zone più vicine all’epicentro, e poi va a degradare. A Roma, ad esempio, il sisma si è sentito bene, ma lo spavento è stato ben diverso rispetto alle zone dove si sono verificati crolli’».
La mappa della paura è destinata a cambiare nelle prossime ore, quando si aggiungeranno i questionari compilati dopo le scosse successive. «Non ci sarà più l’effetto sorpresa della prima scossa, che tra l’altro ha colpito di notte quando le persone sono più vulnerabili», sottolinea De Rubeis. Alla paura si affiancherà probabilmente «lo stress e il logorio per la terra che continua a tremare».