Dall’antimafia al sì alla cannabis libera: Franco Roberti stecca ed è bufera

Come da copione, un’uscita dopo l’altra, per spianare la strada alla tesi della sinistra sulla cannabis.  Stavolta a dire la sua è stato Franco Roberti, procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo. Una specie di replay delle tesi espresse nelle scorse settimane da vari esponenti del Pd e dei radical chic sulla proposta di legge Giachetti tesa a legalizzare le cosiddette droghe leggere, che poi leggere non sono: «Moderatamente favorevole», ha detto Roberti a margine dell’incontro del Caffè della Versiliana a Marina di Pietrasanta. «A determinate condizioni c è una scelta che va accolta positivamente».

Le reazioni: «Franco Roberti è un incompetente»

«Franco Roberti è davvero un incompetente», l’immediata replica di Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. «La legge sulla legalizzazione della cannabis non sarà mai approvata. Si rassegni. Dopo una vita passata a combattere le cosche, le vuole aiutare? Sapremo come fargli cambiare idea con la forza dei fatti. Per un Roberti che dice sciocchezze ci sono i Gratteri che parlano con competenza e serietà ben diverse»

«Nel dirsi “moderatamente favorevole” alla legalizzazione della cannabis», dice a sua volta Lucio Malan, senatore di Forza Italia, «Franco Roberti, ha lanciato un messaggio molto negativo. Visto il ruolo che ricopre avrebbe dovuto evitare di esprimere un’opinione sul tema, ma visto che l’ha fatto non possiamo esimerci dal giudicare negativamente le sue parole. Le liberalizzazione delle droghe è contro gli interessi degli italiani, dei giovani in particolare. La droga di Stato è uno scenario che occorre scongiurare con ogni mezzo. Ci opporremo in Parlamento con ogni mezzo regolamentare. Vedremo se Renzi e i suoi complici tenteranno ancora una volta di violare i regolamenti per diffondere la droga tra i giovani».