Dalla Germania arriva un rivoluzionario sistema per scoprire le valigie-bomba

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La Germania teme il terrorismo islamico, ma è già al lavoto pre prevenire gli attentati. «Viviamo in tempi difficili. La minaccia terroristica è alta»: lo ha detto a margine di una visita Brema il ministro dell’Interno tedesco, Thomas de Maizière. «La polizia è fortemente oberata, a livello federale e regionale», ha aggiunto il ministro che non ha voluto fornire indicazioni né sulle perquisizioni in Nordreno-Vestafalia, né sulle misure per l’innalzamento della sicurezza che presenterà domani a Berlino. E dopo i recenti attentati in Germania, i ministri dell’Interno dei Laender di Cdu e Csu propongono rinforzi per la polizia, più video-sorveglianza, procedimenti di espulsione più veloci, l’abolizione della doppia cittadinanza e il divieto del velo integrale. Lo riporta il service Redaktionsnetzwerk Deutschland, che lavora per numerosi quotidiani regionali tedeschi. Le misure sono contenute in un progetto intitolato Dichiarazione di Berlino che verrà presentato dal ministro federale de Maizière e dai ministri dei Laender dei due partiti conservatori il 18 agosto nella capitale, nel corso di una conferenza comune. I ministri propongono, tra l’altro, il rafforzamento degli organici di polizia con l’assunzione di 15.000 nuovi agenti entro il 2020, la creazione di un centro di cyber-difesa in seno alla polizia criminale e il divieto di finanziamenti alle moschee da parte di organizzazioni estremiste.

La Germania preoccupata per il terrorismo islamico

Intanto, come si diceva, i tecnici tedeschi sono al lavoro. La Germania sta sperimentando un nuovo sistema di videosorveglianza che individua potenziali valigie-bomba. Lo ha segnalato lo stesso ministro dell’Interno tedesco de Maizière, nel corso della visita alla polizia di Brema. «Lavoriamo per utilizzare in maniera più intelligente i software delle videocamere di sorveglianza», ha detto il ministro parlando a giornalisti e ripreso dall’emittente N24. In una stazione ferroviaria, ha aggiunto de Maizière, senza però precisare la città, «c’è un progetto-pilota in cui il software determina se una valigia resta da qualche parte per tot minuti senza muoversi e senza accompagnatore: in quel caso viene lanciato un allarme e ci si può recare sul posto» per esaminarla senza impegnare troppi uomini nei controlli dei bagagli sospetti.