Cristoforo Colombo: «L’America? Ma io andai per mare per tutt’altre ragioni»

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È uscito recentemente per la Solfanelli editrice il libro I dialoghi dell’inconscio, un’antologia che richiama il format, si direbbe in linguaggio televisivo, delle “interviste impossibili”, ossia i dialoghi che un autore di oggi immagina di fare con un personaggio di ieri o anche dell’altroieri, utilizzando per questa sua speculazione anche notizie storiche poco note, episodi minori e artifizi di questo genere. Il risultato è quasi sempre sorprendente, come in questo caso. Sorta negli anni Settanta, si legge nell’intorduzione del volume, l’epoca per eccellenza dello scontro e del confronto, l’intervista impossibile si rivela ancora oggi una forma espressiva fresca ed attuale, squisito strumento didattico e delizioso intrattenimento non solo radiofonico, ma anche teatrale. In questa antologia, tredici autori contemporanei si confrontano con diciotto personaggi storici: soprattutto poeti, pittori, musicisti, maestri dell’ingegno. Queste conversazioni immaginarie, scelte fra le oltre cento allestite per la Radio Vaticana tra il 2009 e il 2015, sono solo un assaggio degli infiniti approcci possibili che questo genere ha offerto e continua ad offrire al pubblico radiofonico. Diversi per formazione, età, sensibilità, gli autori qui riuniti offrono un campionario di spunti di riflessione sui loro interlocutori in chiave spesso ironica e certamente anticonvenzionale: da Franco Cardini a Ennio Cavalli, da Carla Dolazza al compianto Fabio Della Seta, da Marcello Lazzerini al giovane Arcangelo Esposito, da Massimo Pedroni a Ruggero Savinio, da Marialuisa Bignami a Evelina Piscione, da Giovanni Bignami a Gianpiero Gamaleri a Laura De Luca (che è anche regista delle pièces radiofoniche) , ciascuno si cimenta in un faccia a faccia con un interlocutore del passato che, a saper leggere bene tra le righe, finisce per interrogarci sui drammi del presente: Galileo e Chopin, Defoe e Stradivari, Agatha Christie e Colombo, Michelangelo e Machiavelli incarnano così, a turno, la nostra buona coscienza. Una citazione per gli attori che hanno fatto vivere questi singoli personaggi in radio e spesso anche sulle scene: Stefano Onofri, Evelina Nazzari, Paolo Lombardi, Edoardo Siravo, Norman Mozzato, Giacomo Piperno, Roberto Herlitzka, Mino Caprio, Gaetano Lizzio e Arnaldo Ninchi.

Colombo voleva evangelizzare l’America?

Spassosa l’intervista che il grande storico Franco Cardini ha fatto nientemento che Wolgang Amadeus Mozart, ma l’incontro che ci ha fatto più riflettere è stato quello di Massimo Pedroni, regista, attore, sceneggiatore teatrale e scrittore, a Cristoforo Colombo, il quale, dopo la celebre scoperta, confida all’intervistatore che lui era andato per mare per tutti altri motivi, altro che scoprire l’America. L’intervista si svolge in un camerino di teatro, dove Colombo recita la sua eterna avventura: Colombo è un istrione da palcoscenico, che scalpita per iniziare la recita: «Ma quale Ammiraglio. Siamo sulla terraferma giovanotto, non ci sono mari qui, né navi, tanto meno quindi ammiragli. Non so cosa lei possa volere da me, comunque lo chieda in maniera rapida e concisa». Colombo poi confida a Pedroni che i soldi con cui attrezzare le caravelle furono forniti solo dopo che lui combatté in Terrasanta, tanto è vero che sulle vele le navi portavano la croce bene in vista. Missione evangelizzatrice, forse, ma in ogni caso non legata alle ruberìe e al depredare senza un domani che gli spagnoli fecero in quelle terre successivamente. Colombo ci andò per ragioni spirituali, come racconta in quel dialogo. Non roviniamo la sorpresa anticipando il racconto, ma leggiamo I dialoghi dell’inconscio, aspettando il prossimo volume di questo genere, che conterrà un’altra intervista di Pedroni, stavolta nientemeno che a Johannes Gutenberg, l’inventore della stampa a caratteri mobili e altro. Colombo e Gutenberg, due persone che in modo diverso segnarono la storia dell’umanità e ne cambiarono il corso, e non sempre in meglio…