Crimea, le confessioni-choc: «Dovevamo fare attentati su ordine di Kiev»

Ridvan Sulemanov, l’uomo arrestato lo scorso 30 luglio mentre stava scattando fotografie all’aeroporto di Simferopoli e accusato dalle autorità russe di essere un agente reclutato dal servizio di intelligence del Ministero della difesa ucraino, avrebbe confessato agli agenti dell’FSB di aver scelto la stazione degli autobus e l’aeroporto della capitale della Crimea come i luoghi dove posizionare “quattro ordigni esplosivi”. Il video della presunta confessione è stato diffuso dai servizi russi, secondo quando riporta la Tass. Anche Andrei Zakhtei, l’uomo arrestato dai servizi segreti russi durante gli sventati blitz denunciati da Mosca negli scorsi giorni e accusato di dover portare a termine attentati terroristici, avrebbe confessato di aver agito su “diretto ordine” dei servizi di intelligence militari dell’Ucraina. Il video della sua confessione, diffuso dall’Fsb, è stato trasmesso dal canale all news Rossiya-24. «Stavo eseguendo un ordine diretto del servizio di intelligence militare ucraino e dovevo trasportare sabotatori e il loro equipaggiamento in Crimea”, ha detto.

Sarebbe Volodimir Serdyuk (nella foto), ufficiale del dipartimento di intelligence del ministero della Difesa ucraino, la “mente” della presunta operazione di destabilizzazione in Crimea, secondo i servizi russi. “L’organizzatore degli atti di sabotaggio scovati nel territorio della repubblica di Crimea era il capitano Volodymyr Serdyuk, capo dei servizi segreti e ufficiale al 37esimo Battaglione della 56esima Brigata presso il dipartimento di intelligence del ministero della Difesa di Kiev”, riporta la fonte. Che aggiunge: immediatamente dopo aver pianificato l’infiltrazione di tre gruppi di sabotaggio (uno dei quali di quattro persone e gli altri due di cinque ciascuno) in Crimea, Serdyuk si è recato nella regione di Kherson per coordinare le loro azioni e fornire loro una via d’uscita dopo aver completato i loro atti di sabotaggio.