E’ corsa contro il tempo: le case in legno per Amatrice pronte a marzo

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L’obiettivo ora è sgomberare le tende al più presto ed andarsene, perché l’inverno è vicino. Il governo non ha indicato tempi alla Protezione civile, ma è chiaro a tutti che non si può indugiare. La gente chiede le casette prefabbricate. E alla Protezione civile sono d’accordo: con le Sae (Soluzioni abitative in emergenza) daranno un tetto in legno ai 2500 sfollati del terremoto. Ma c’è un problema: per quanto si possa correre, occorrono almeno 5 mesi per vedere i villaggi completi. E nel frattempo, che si fa?, si chiede “la Stampa“.

Servono 5 mesi per vedere i villaggi completi

Spiegano alla Protezione civile che per fortuna i piani d’emergenza erano già pronti. Merito dell’ex direttore, Franco Gabrielli, che ora è il Capo della polizia. Tre anni fa, sapendo che quanto prima sarebbe capitata qualche altra calamità naturale, Gabrielli si mise d’accordo con la Consip l’ente del ministero del Tesoro deputato alle gare d’asta – e insieme fu fatto un bando preventivo. Ci sono tre società che hanno vinto l’appalto, i capitolati tecnici sono stati formalizzati, e anche i costi. Saranno casette da 40, 60 e 80 metri quadri, trattate con vernici non inquinanti, fornite di pannelli solari per l’acqua calda, cucina fornita di elettrodomestici, camera da letto e soggiorno con tv e arredi compresi. Potranno avere lo scheletro in legno o in acciaio, ma devono essere a tenuta di sisma.

Tutto è pronto: Protezione civile deve solo fare l’ordine

Però è ovvio che le casette vanno costruite dal nulla, trasportate in loco e montate. Servono tempi tecnici. E occorre tempo anche per predisporre le aree: dal nulla deve nascere una piccola città, quindi movimento terra, viabilità, illuminazione, rete idrica e fognaria, condotte del gas e delle telecomunicazioni, i parcheggi. Anche qui non c’è da progettare nulla. È tutto già stato predisposto. Si deve solo partire. Tutto considerato, insomma, i villaggi per gli sfollati potrebbero essere pronti entro febbraio o marzo. Ma è impensabile – e alla Protezione civile ne sono consapevoli – che la gente di Arquata, di Accumoli e di Amatrice, senza dimenticare che ci sono molti con la casa inagibile anche nei Comuni circostanti, possa passare questi mesi nelle tende. La neve arriva presto. «Decideranno loro, i sindaci e la popolazione il da farsi in questo lasso di tempo finché le casette non saranno disponibili», dicono alla Protezione civile. Nei prossimi giorni ci saranno dunque delle assemblee civiche per esaminare le diverse opzioni che sono state messe sul tavolo: se andare in albergo, o affittare un appartamento (la Protezione civile garantisce un’indennità di 600 euro al mese, la cosiddetta «assistenza alloggiativa»), oppure scegliere i container. Una mano potrebbe venire dai prefabbricati dell’Expò di Milano, in procinto di essere smontati. Altri 500 posti che il Governatore Bobo Maroni ha messo a disposizione.