Anche la Cia s’attacca al Trump. E lui: «Fate parte di una elite fallita»

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Deve fare davvero paura Donald Trump se persino una parte dei repubblicani farebbe addirittura carte false pur di impedirne l’ingresso alla Casa Bianca. Le elezioni presidenziali di novembre rappresentano una scadenza ormai troppo ravvicinata per perdersi in dichiarazioni vaghe e fumose. Meglio prendere il toro Trump per le corna nella speranza di abbatterlo. E così ben 50 esperti di sicurezza nazionale, repubblicani, incluso l’ex direttore della Cia Michael Hayden, hanno sottoscritto una lettera aperta in cui hanno praticamente dato dell’«incosciente» al candidato del Gop (Grand old Party) cui – azzardano – «mancano il carattere, i valori e l’esperienza» per essere presidente. La risposta di Trump non si è fatta attendere: «Chi mi accusa – riporta la Bbc online – è parte di una elite fallita di Washington che cerca di aggrapparsi al potere».

Ma gli attacchi dell’establishment rafforzano Trump

Un botta e risposta che più di ogni altro dato riesce ad illuminare lo schema vero intorno al quale si sta dipanando la strategia di Trump per la conquista della Casa Bianca: la sua distanza da ogni forma di establishment. Quel che forse non hanno ben compreso gli avversari – interni ed esterni – del tycoon è che questo genere di attacchi, se ne possono fiaccare l’immagine sul piano internazionale facendolo apparire come un arrabbiato che però ignora la complessità della politica e della cura del governo, dall’altra lo ingigantisce agli occhi di un elettorato che ha come fine immediato il cambiamento di un’America che giudicano in maniera sempre più severa ed ostile. Ai loro occhi, l’escluso Trump è solo il loro vindice.

La Clinton espressione delle lobby

A maggior ragione avendo di fronte una rivale come Hillary Clinton, il cui nome evoca “luoghi” come Wall Street, cioè banche, Washington, cioè la politica, esattamente quel che i cittadini americani – ma il discorso è pressoché comune a tutto l’Occidente – considerano le vere cause del disagio attuale. Trump è certamente un profanatore dei luoghi comuni e del politically correct ma non si può arrivare così vicini alla guida della prima superpotenza mondiale (e Trump vi è vicinissimo) senza possedere qualche capacità. Come per esempio quella di inchiodare la sua rivale al suo ruolo di garante di interessi che poco hanno a che vedere con le esigenze dei comuni mortali. Non è molto, certo. Ma per ora a Trump basta e avanza.