Carcere, agente aggredito da un detenuto straniero. Monta la protesta

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Un agente di polizia penitenziaria è stato aggredito nel carcere di Foggia, nella sezione “protetta”,, da un detenuto extracomunitario. A renderlo noto è stata una nota del segretario generale aggiunto del sindacato di Polizia penitenziaria, Osapp, Pasquale Montesano. «Il detenuto senza alcun motivo all’atto dell’apertura della cella per essere accompagnato ufficio matricola con scatto fulmineo – si legge nel comunicato – ha colpito l’agente di reparto con il piede del tavolino in dotazione, procurandogli ferita lacero contusa trattata con sei punti di sutura».

In carcere polizia penitenziaria abbandonata a se stessa

«Non sono più rinviabili – si sottolinea nella nota – azioni di protesta ad oltranza e fino a quando politica e amministrazione centrale porranno fine all’assenza di interventi in particolare per le strutture di Foggia, Lucera, Bari, Taranto e Lecce dove esiste un grave problema – si evidenzia – di carenza di organico. L’episodio avvenuto nel carcere di Foggia – secondo l’Osapp – al pari di altri avvenuti in questi ultimi mesi in Puglia in danno dei poliziotti penitenziari costituisce un evidente segnale del salto di qualità che le organizzazione criminali stanno adottando in termini di strategia della tensione e della intimidazione nei confronti del Corpo di polizia che, pressoché abbandonato a se stesso, gestisce la precaria sicurezza di ogni carcere e garantisce all’interno il rispetto della legalità e la tutela degli interessi della collettività nazionale».

Quel detenuto aveva ucciso un connazionale squartandolo

«L’ennesima aggressione a dei poliziotti avvenuta nel carcere di Foggia da parte di un detenuto nigeriano preoccupa sempre di più i sindacati, ma non sembra far breccia in un amministrazione penitenziaria che non perde nemmeno un minuto di tempo a portare solidarietà a dei lavoratori colpiti nel compimento del loro dovere», afferma a sua volta Federico Pilagatti, segretario nazionale Sappe. «Che il detenuto nigeriano fosse pronto a tutto lo dimostra – secondo Pilagatti – l’efferatezza con cui qualche settimana fa aveva ucciso un suo connazionale squartandolo ed estraendone le viscere. Questi detenuti che dovrebbe essere rinchiusi nei manicomi criminali, causa la chiusura di questi ultimi, vengono tranquillamente lasciati nelle carceri senza assistenza sanitaria adeguata. Ormai – conclude – è un gioco al massacro in attesa della prossima aggressione poiché ormai i poliziotti lasciati da soli nelle sezioni detentive, sono costretti a causa delle carenze organiche ad occupare più posti di servizio contemporaneamente con sicurezza per la loro incolumità uguale a zero».