Botte di caldo: «lavoro ai profughi». Ira del centrodestra: «prima gli italiani»

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I profughi? Andrebbero utilizzati in lavori socialmente utili. Retribuiti, magari. Parola del prefetto Mario Morcone, capo del Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione presso il Ministero dell’Interno. Che lancia una spericolata proposta agostana attirandosi le ire e le proteste di tutto il Centrodestra.
Morcone non è un prefetto qualsiasi. Già capo di segreteria dell’allora ministro Nicola Mancino e, in tempi più recenti, durante il governo Monti, del ministro Andrea Riccardi fondatore della politicizzatissima Comunità di Sant’Egidio, Morcone, dopo aver scalato tutta l’amministrazione (è stato stato anche commissario prefettizio di Roma Capitale), ha tentato il colpaccio candidandosi, con una lista civica sostenuta dal Pd e da Sel, a sindaco di Napoli. Fu polverizzato tanto dal candidato Idv Luigi De Magistris quanto dal candidato Pdl Gianni Lettieri.
Ora in un’intervista al Corriere della Sera, Morcone tenta un nuovo colpaccio: «Convogliamo nel lavoro i migranti che sono legittimamente sul nostro suolo: i rifugiati o chi ha presentato richiesta d’asilo», afferma il capo del dipartimento Immigrazione del ministero dell’Interno. Morcone pensa per tale lavoro ad «una retribuzione che potrebbe essere ridotta: la decurtazione servirebbe per recuperare i costi dell’accoglienza». «E chi mostra buona volontà e capacità d’inserirsi nel nostro contesto sociale – sostiene il prefetto scatenando ulteriore irritazione – potrebbe ottenere un’attenzione diversa nell’accoglienza, come il permesso umanitario. Ci sono settori che hanno bisogno: l’agricoltura, le costruzioni, l’assistenza agli anziani..».
«La proposta del prefetto Morcone? Folle e inaccettabile – insorge la Lega con Calderoli – in un Paese dove la disoccupazione generale è oltre l’11 per cento e quella giovanile si aggira sul 35 per cento. la priorità deve essere dare lavoro ai nostri disoccupati e ai nostri giovani e non a chi, nel 90 per cento dei casi, è qui da irregolare e verrà espulso al termine dell’iter burocratico della sua domanda di protezione».
«Ancora più folle e inaccettabile è la proposta di voler premiare questi immigrati che si impegneranno nei lavori socialmente utili con una sorta di corsia preferenziale ad hoc estendendo loro lo strumento della protezione per fini umanitari, da riservare a soggetti deboli, come bambini, donne o malati: questo sarebbe il cavallo di Troia per far restare qui tutti i richiedenti asilo. Assurdo». «Vorremmo poi capire perché Morcone, un Prefetto, un semplice funzionario dello Stato – aggiunge Calderoli -, continui ad andare sui giornali a proporre le sue ricette per il Paese e a sibilare ordini e velate minacce ai sindaci che non seguono la sua linea: avevamo capito che il ministro degli Interni fosse un tale Angelino Alfano, non questo Morcone, ma forse sbagliavamo…».
«E’ l’ennesimo tentativo di destabilizzazione del nostro già fragile sistema di accoglienza – mette il deputato Alessandro Pagano – Forse il prefetto le spara grosse perché ambisce a un posto in Parlamento dal Pd, suo partito di riferimento? O forse si vuole fare l’ennesimo nuovo regalo alle cooperative rosse, legate proprio al Pd, che hanno il monopolio del business sull’accoglienza dei migranti? Sia nell’uno o nell’altro caso si tratta di una dichiarazione gravissima, nei confronti della quale il potere esecutivo si mostra prono e incapace di dare una risposta forte e all’altezza del ruolo, sia sul piano culturale che identitario. Lo dimostra il cortocircuito mediatico di queste ore con il ministro Alfano, in evidente imbarazzo a correggere e precisare i contenuti della proposta di Morcone».
Cerca, infatti, di correggere il tiro del prefetto, il titolare del Viminale consapevole che una sparata del genere rischia di mettere in difficoltà i precarissimi equilibri del governo e, contemporaneamente, mettere ulteriore legna sul fuoco delle polemiche sull’immigrazione.
«Occorre che i profughi diano una mano d’aiuto nelle città in cui vivono, attraverso convenzioni con associazioni di volontariato e realizzando risultati che possano essere di utilità sociale. Ma la regola è che nei lavori si dà sempre e comunque precedenza agli italiani» da l’altolà Alfano.
«Dovremmo espellere tutti quelli che non hanno diritto a rimanere da noi e mandare via insieme a loro anche uno come Morcone protagonista di candidature politiche fallite sotto le insegne del Pd e manovratore di mille regimi –  – dice Maurizio Gasparri – Già prefetto-baby grazie alle raccomandazioni di De Mita – ricorda Gasparri – Morcone occupa ancora indebitamente le stanze del Viminale. Alfano dia aria nuova a quelle stanze. Le faccia occupare da chi espelle clandestini, non da chi li vuole assumere dando loro il lavoro che manca agli italiani».
«Il Governo Renzi-Alfano si è trasformato nell’ufficio di collocamento di immigrati e sedicenti profughi: non bastava pagare loro vitto e alloggio con i soldi degli italiani, ora vuole addirittura dare loro un lavoro coinvolgendo i Comuni in cui sono ospitati. Il tutto alla faccia dei disoccupati italiani e delle famiglie sotto la soglia di povertà assoluta», protesta, su Facebook, il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni. Che aggiunge: «Rivolgo un appello a tutti i Sindaci italiani: fate sentire la vostra voce e ribellatevi a questa ennesima follia. Un governo non eletto da nessuno non ha alcun diritto di imporre a chi è stato eletto dai cittadini e risponde ai cittadini delle scelte che vanno contro il loro interesse. Farebbe bene Piero Fassino a dimostrare autonomia da Renzi nel suo ruolo di presidente dell’Anci e a indire una consultazione tra i sindaci per sapere cosa pensano della gestione dell’accoglienza e del trattamento che il governo sta riservando loro. Scoprirebbe che ci sono decine di casi Capalbio sparsi in tutta Italia».
Caustico Matteo Salvini. Che su Facebook scrive: «Questo è fuori, io lo licenzierei e lo metterei su un barcone!».