Berlusconi: unità politica per superare l’emergenza sisma, ma no agli inciuci

Vacanze agli sgoccioli per i leader di partito, e la politica si rimette in moto. Quale direzione prenderà? Un retroscena di Repubblica crea ansietà nel centrodestra. Vi si racconta che Silvio Berlusconi avrebbe mandato in campo Stefano Parisi per tendere la mano a Matteo Renzi. A suffragare la tesi, ci sono i virgolettati attribuiti al Cavaliere: “Se vince il No al referendum, potremmo permettergli di andare avanti. Soprattutto se la minoranza del Pd dovesse abbandonarlo. E d’altra parte se vince Di Maio rischiamo tutti. Quello è bravo, in tv funziona,ma si vede che è cattivo”. Di ufficiale non c’è nulla, ovviamente, solo il comunicato in cui Berlusconi promette di sostenere i provvedimenti del governo per far fronte all’emergenza del terremoto. Ciò che scrive Repubblica, cioè la tesi di una missione di salvataggio in favore di Renzi, non piace certo a tutto il centrodestra. Di qui la smentita, necessaria per fare chiarezza e tranquillizzare gli animi: “Leggendo i quotidiani odierni – recita una nota della segreteria del leader di Forza Italia – ancora una volta si assiste ad una fantasiosa ricostruzione degli organi di stampa circa le intenzioni politiche del Presidente Berlusconi, in particolare per quanto attiene ad un rinnovato accordo con il governo, che vada al di là della doverosa disponibilità di Forza Italia a votare in Parlamento eventuali provvedimenti a favore delle popolazioni gravemente colpite dal terremoto”. Mano tesa solo per aiutare i terremotati, dunque. Nulla di più. Sulla stessa linea anche Matteo Salvini, pronto a collaborare “con tutti per il bene delle persone colpite dal terremoto ma non a guardare in silenzio il ripetersi di vecchi errori, sprechi e ruberie”. Salvini contesta poi la nomina di Vasco Errani a commissario per la ricostruzione e avverte: “Quando sento parlare di unità nazionale o di larghe intese, mi puzza di Monti”. E anche nel partito di Berlusconi, sottolinea, “vedo nostalgici dell’inciucio”. Che dietro il tormentone dell’unità nazionale dinanzi alla tragedia del sisma possa nascondersi la voglia di inciuci lo sottolinea anche Luigi Di Maio, del direttorio M5S: “E farebbe sorridere se non facesse incazzare che Renzi prima lascia trapelare il nome di Errani e poi dopo fa appello all’unità. L’unità dovrebbe esserci sulle scelte. Qualcuno mi ha criticato perché nelle ore successive al terremoto ho subito dichiarato che avremmo controllato euro su euro, carta su carta per evitare una seconda L’Aquila o una seconda Emilia”. Un nome, quello di Vasco Errani, contestato anche da Maurizio Gasparri: “È bene chiarire che FI sa distinguere tra emergenze come il terremoto o la lotta al terrorismo, che impongono unità, dal confronto politico. Nessuna apertura nei confronti di Renzi e della sua fallimentare politica. Lo chiariremo – assicura – anche in occasione della prima manifestazione di questa stagione di FI che terremo a Giovinazzo nei prossimi giorni, Everest, e avanzeremo proposte per delineare una piattaforma alternativa alla sinistra renziana”.