Berlusconi punta su Parisi per rilanciare FI e il centrodestra: “È bravo”

Stefano Parisi procede dritto come un treno nella sua opera di ricostruzione del centrodestra con il totale appoggio di Silvio Berlusconi: «È bravo – ha detto il Cavaliere ai big di Forza Italia – ora aiutatelo. Ci riporterà sopra il 20%». Intanto la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni sembra aver maturato una svolta politica: troppi dubbi sulla concezione lepenista della destra veicolata dalla Lega di Salvini e addio al simbolo che ricorda Alleanza nazionale, si legge su “Il Giornale“.

Parisi va avanti come un treno con la benedizione ufficiale di Berlusconi

Il manager comincerà oggi a incontrare i primi 10 coordinatori regionali azzurri; domani gli altri dieci. A loro chiederà una relazione sullo stato di salute del partito nei territori di cui sono responsabili e poi tirerà le somme. La principale preoccupazione dell’establishment azzurro è legato al ruolo di Parisi che ancora non è chiaro. Quali deleghe avrà in Forza Italia? Ma soprattutto: quanto rottamerà della vecchia classe dirigente? Qualche azzurro ricorda che in più occasioni Berlusconi si sfogò dicendo «questi non li sopporto proprio più», riferito a qualche imprecisato sottufficiale azzurro. Ecco che quindi è scattata la sindrome dell’arrocco da parte della classe dirigenza forzista in carica che vede l’uomo nuovo come una minaccia. Vero anche, però, che Berlusconi oltre agli sioghi ha più volte cercato di rassicurare tutti confermando che lui resta il presidente e soprattutto in campo più che mai. È noto che tra i più scettici dell’operazione Parisi siano gli ex An Matteoli e Gasparri ma anche i due capigruppo Brunetta e Romani assieme al governatore della Liguria Tod. « la sindrome dell’arrocco di fronte a una persona nuova a cui Berlusconi tiene molto», confessa un parlamentare azzurro. Detto questo il Cavaliere non vuole mettere in contrapposizione Parisi a Forza Italia. Anzi: a molti forzisti ha chiesto espressamente: «Ragazzi, vi prego, dategli una mano. È bravo e con il suo contributo possiamo tornare a oltre il 20%». E accanto agli scettici ci sono pertanto anche i filo-parisiani che annoverano Bergamini, Tajani, Carfagna, Prestigiacomo, Marin, Gelmini, De Girolamo, Giro e Miccichè. A fare da cinghia di trasmissione tra il manager e il partito, gli uomini ora più vicini all’ex premier: Sestino Giacomoni, Valentino Valentini e Gregorio Fontana. Intanto Parisi prosegue nel suo lavoro e cerca adepti per la sua convention di settembre. «Ho intomo a me molte persone, non solo politici: imprenditori, intellettuali, liberali», annuncia in una lunga intervista a Libero. Terna delicato quello della squadra; infatti poi precisa: «Iniziamo a dare un contributo di idee con persone che vengono dal mondo del lavoro e dell’impresa». In effetti Parisi di imprenditori ne conosce a bizzeffe avendo rico- STRATEGIA L’excandidato sindaco di Milano del centrodestra Stefano Parisi ha il delicato compito di rimettere ordine in Forza Italia perto il ruolo di Direttore generale di Confindustria. «E poi ragiona un parlamentare che chiede l’anonimato – Parisi è ben visto da alcuni poteri forti come il Corsera». Insomma, l’ex candidato sindaco di Milano potrebbe davvero portare aria nuova nel salotto di Forza Italia: «Sono determinatissimo – giura – E oggi dobbiamo ricostruire le basi ideali e programmatiche dell’area liberale e popolare». Federalismo fiscale, lotta agli sprechi e alla burocrazia, me no Stato nell’economia sono i pilastri del programma che dovrebbe far partorire a settembre. Con o senza Salvini. Perché l’obiettivo è «riconquistare 10 milioni di voti». E quindi tornare ad essere il perno di qualsivoglia coalizione. «ÉÁ Una parte dei dirigenti di Forza Italia temono di essere rotta
mati -tit_org- Parisi avanti spedito E la Meloni prepara l’addio a Salvini e An – Parisi vede i colonnelli e il leader lo benedice «È bravo, ora aiutatelo»