Atac: ecco come i sindacalisti truccavano i concorsi. Indagano i pm

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 «La solidarietà fa la differenza», recitava lo slogan di un vecchio concerto del Primo maggio. Ma forse, in Atac, certi sindacalisti sono stati un po’ troppo «solidali» con i propri tesserati, tanto da passare loro le domande dei concorsi interni, a poche ore dall’inizio delle prove. Una “generosità” che non è passata inosservata. E infatti le ultime tre procedure pubbliche indette dalla municipalizzata romana dei trasporti sono state sospese alla fine di giugno, si legge su “il Messaggero“.

Roma, scandalo Atac «Così i sindacalisti truccavano concorsi»

Ufficialmente, per non meglio precisate «anomalie». In realtà a bloccare la macchina dei concorsi è stata una scoperta inquietante, fatta dagli ispettori aziendali: è venuto fuori un sistematico scambio di informazioni tra i concorsisti e i rappresentanti delle sigle sindacali. Un’indagine interna ha sgominato un fitto scambio di mail, grazie al quale i candidati riuscivano ad ottenere domande e risposte delle prove che si sarebbero svolte nei giorni successivi. Un’alterazione «scientifica e pianificata» dei concorsi, che ora è finita all’attenzione della Procura di Roma, dato che il direttore generale della partecipata, Marco Rettighieri, ha presentato un esposto.

Candidati riuscivano ad ottenere domande e risposte delle prove

Sotto la lente dei pm ci sono decine di messaggi. Tutti più o meno dello stesso tenore. «Ce l’hai le domande per domani?», chiede il candidato. «Eccole», risponde il sindacalista di turno, allegando i quesiti che da lì a qualche ora sarebbero apparsi nei moduli della selezione. Le irregolarità accertate dalle indagini coinvolgono quattro attivisti di Cisl e Uil, più una decina di concorsisti. Alcuni di loro, messi davanti al contenuto, difficilmente equivocabile, delle e-mail, hanno ammesso di avere ricevuto “in anteprima” gli argomenti dei test. E, con le loro testimonianze, hanno reso ancora più schiaccianti le prove a carico dei sindacalisti.