Assemblea costituente? Prima di tutto «cacciamo Renzi da Palazzo Chigi»

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«L’idea di istituire un’Assemblea costituente non è una novità, se ne parla senza successo da decenni ma resta ancora affascinante. Stefano Parisi ne vorrebbe fare un organo costituzionale che si sostituisce al Senato. Ma il punto vero é passare dalla teoria ai fatti, alla realizzazione del progetto. L’articolo 138 della Costituzione e i regolamenti parlamentari non consentono di concludere l’iter legislativo di approvazione di una così radicale legge costituzionale in appena quattro, sei mesi. Votare quindi nella primavera 2017 è improbabile e anche impossibile, a meno che non si voglia trasformare deputati e senatori in novelli superman». Lo afferma Altero Matteoli, senatore di Forza Italia. «Per raggiungere il risultato sperato da Parisi – prosegue – si dovrebbe peraltro dare per scontato sul piano politico che ci sia nel Parlamento attuale una maggioranza dei due terzi per evitare un nuovo referendum confermativo e lungaggini insopportabili. Mi pare, invece, molto più percorribile la strada indicata dal collega, senatore Antonio d’Alí, che da tempo ha presentato un disegno di legge costituzionale per l’istituzione di un’Assemblea Costituente da eleggere con metodo proporzionale nello stesso giorno del voto per le Politiche, alla scadenza naturale della legislatura, costituita da pochi membri incompatibili con altri mandati elettivi. Tale organo, legittimato dal voto popolare, proporrebbe al Parlamento un testo che andrebbe votato in sede redigente ossia senza possibilità di essere emendato».

«La Costituente la destra la chiede fin dai tempi di Almirante, quindi alle costituenti siamo sempre d’accordo, il problema è cosa decidere nella Costituente». Così Ignazio La Russa, cofondatore di Fratelli d’Italia, ha commentato la proposta lanciata da Stefano Parisi. «Soprattutto Parisi ci deve dire se vince il no al referendum costituzionale è d’accordo che Renzi si dimetta immediatamente? A questa domanda vorrei che il capo di Forza Italia, con cui colloquio volentieri, desse una risposta. Il governo se perde la battaglia referendaria non può rimanere una sola ora in più».

«Un’Assemblea costituente per scrivere una nuova Costituzione sarebbe la via più saggia e utile per l’Italia. Se ne parla da molto tempo ma l’ipotesi non è mai venuta a maturazione. Che, in caso di vittoria del no, in un referendum che presumibilmente si terrà a novembre del 2016, si possa varare, con la procedura prevista dalla Costituzione, in poche settimane un’Assemblea per poi, approvata la legge della Costituente, fare le elezioni politiche della stessa Costituente nella primavera 2017 è però un’ipotesi molto ottimistica», dice a sua volta Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. «Le Costituenti si formano in situazioni eccezionali. L’Italiaandò al referendum per eleggere la Costituente nel giugno del ’46, un anno dopo la fine della guerra. La Costituzione vide la luce nel 1948. In una fase drammatica ed eccezionale della vita italiana, si impiegarono anni per un processo democratico così importante. Immaginare che ora tutto possa avvenire nel giro di 7-8 settimane è una dimostrazione di ottimismo degna di premio Nobel della categoria. È bene concentrarsi sulla battaglia del no entrando nel merito degli errori commessi da Renzi e contestandone a 360 gradi la penosa azione di governo. Di larghe intese non se ne parla né ora né mai. Abbiamo già pagato un prezzo di consenso gigantesco ai tempi del disastroso governi Monti. Ora non abbiamo più consenso o tempo da sprecare».