Anarchico finisce in galera: aveva in casa il materiale per costruire ordigni

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È finito in carcere a Bologna un anarchico ventenne di nazionalità nigeriana, accusato di fabbricazione e detenzione di materiale esplodente. Aveva in casa prodotti chimici che, se opportunamente miscelati, potevano creare un ordigno; appunti su come miscelare le sostanze per fabbricarlo; riferimenti di area anarchica, indicazioni esatte su diverse cabine Enel di Bologna e su zone di distribuzione del gas.

Le fasi delle indagini che hanno portato all’arresto dell’anarchico

Tutto è cominciato un settimana fa quando la polizia è intervenuta per una lite in via Gandusio, alla prima periferia di Bologna. Il giovane anarchico stava litigando con la compagna e qualcuno ha chiamato il 113. Qualcosa ha insospettito gli agenti che hanno controllato la sua abitazione ed hanno trovato 40-50 kg di fertilizzante, acetone, acqua ossigenata e polveri infiammabili. Materiale di uso comune ma che se opportunamente miscelato crea un ordigno. E, appunto, c’era anche uno scritto che indica come miscelarlo. In un primo momento il ventenne anarchico è stato solo denunciato. Ma la Digos e il Pm Antonella Scandellari hanno approfondito la vicenda. Innanzitutto le cabine indicate hanno trovato una perfetta corrispondenza come ubicazione, con tanto di targhetta identificativa precisa riportata negli appunti. Così la Digos, d’intesa con il Pm, ha sottoposto a fermo il giovane. Fermo convalidato dal Gip che ha ritenuto le sostanze rinvenute, seppure separate, idonee a creare un ordigno. Il giudice ha disposto la custodia in carcere. Gli inquirenti spiegano che si tratta di una vicenda di notevole interesse investigativo e che il rischio è quello che potesse esserci un «salto di qualità».