“Allah Akbar”, c’è una seconda vittima nell’attacco all’ostello australiano

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C’è ancora paura in Australia dopo l’aggressione a colpi di coltello in un ostello avvenuta la scorsa settimana. Il 29enne francese Smail Ayad nell’ostello Shelley’s Backpackers a Home Hill, una cittadina sulla costa nordorientale dell’Australiaal grido di “Allah Akbar” aveva ferito a morte un inglese e ferito altre due persone.  Ora c’è una seconda vittima sempre inglese: si tratta di Thomas Jackson, 30enne di Congleton nel Cheshire, che era rimasto gravemente ferito tentando di soccorrere la prima vittima dell’aggressione, la ventunenne Mia Ayliffe-Chung. Ne dà notizia la Bbc. Il giovane è morto all’ospedale di Townsville, sempre nel Queensland, dove era stato ricoverato. Il padre della vittima ha affermato di essere «immensamente fiero» del tentativo fatto dal figlio per salvare la giovane dalla furia omicida del suo aggressore. Ayad, che nel corso dell’attacco aveva urlato “Allah Akbar” sarà ora incriminato di duplice omicidio e del tentato omicidio di un terzo uomo.

Australia, l’aggressore ha un visto temporaneo

L’aggressione era avvenuta davanti a trenta persone. Nell’aggressione è rimasto leggermente ferito anche un uomo del posto di 46 anni e un cane è stato ucciso. Il vicecapo della polizia del Queensland, Steve Gollschewski, aveva subito spiegato che l’aggressore si trova in Australia con un visto temporaneo dal marzo scorso. La polizia ha definito l’attacco “senza senso” e dalle prime indagini non è stata trovata alcuna prova che farebbe risalire all’estremismo di matrice islamica l’aggressione.