Alfano: «È provocazione vietare burqa e burkini». La replica: «Sei avvilente»

Vietare il burqa, il velo o il burkini, il costume che copre dalla testa ai piedi le donne musulmane? Angelino Alfano fa uno scivolone. L’ennesimo. Per lui sarebbe una provocazione. E immediate arrivano le reazioni politiche. «Dunque, per il nostro Ministro degli Interni vietare il burkini sarebbe una “provocazione” nei confronti dell’Islam», dice Daniele Capezzone (Cor). «È avvilente che Alfano confonda la libertà religiosa con la segregazione delle donne. Pensa davvero che le donne che indossano in spiaggia il burkini lo facciano liberamente, o che tutte lo facciano liberamente, come atto individuale di volontà e come affermazione delle loro convinzioni religiose? O al contrario – come io invece credo, all’opposto di Alfano – sono indotte o addirittura costrette a farlo, in nome di una concezione medievale e oscurantista della donna?».

«La vera provocazione si chiama Alfano»

«All’opposto di Alfano», continua Capezzone, «va detta una elementare verità: la “provocazione” contro la libertà è il burkini, non una sua messa in discussione. E per battere l’Islam fondamentalista non basta l’attività di sicurezza e intelligence: serve anche una difesa orgogliosa e consapevole dei nostri principi e dei nostri valori».

«L’unica provocazione che c’è in Italia è che Alfano sia ministro dell’Interno, che la sicurezza degli italiani e degli stessi poliziotti sia nelle mani di un incapace totale», dice a sua volta Matteo Salvini. »Limitare gesti e simboli di arroganza, di sopraffazione e di mancanza di rispetto nei confronti delle donne – ha proseguito Salvini, interpellato a margine della sua donazione di sangue all’Avis di Milano – come il velo in spiaggia così come integrale durante le giornate penso sia segnale di buon senso, solo Alfano non se ne accorge».