Nuova ondata di migranti, 1300 sono in arrivo a Palermo

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La marea di migranti è inarrestabile. A Palermo è previsto l’arrivo in porto (al molo Puntone) di 1.273 migranti, recuperati in operazioni di salvataggio nel Canale di Sicilia; mentre un migrante con una ferita da arma da fuoco è stato trasferito da Lampedusa al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo. Intanto, due gemelli di appena due giorni sono stati condotti con l’elicottero del 118 da Lampedusa al capoluogo siciliano, dove sono stati ricoverati nell’unità neonatale dell’ospedale Vincenzo Cervello per problemi respiratori e per disidratazione. La mamma, che ha viaggiato con loro in elicottero, è ricoverata nel reparto di ostetricia. Le condizioni dei piccoli, dopo le prime cure, sono buone.

Ancora migranti in arrivo

Non solo Palermo e la Sicilia e soprattutto Lampedusa sono sotto pressione. Una nave militare battente bandiera irlandese, la “James Joyce” con circa 650 migranti a bordo è attesa  al porto canale di Cagliari. Si tratta di una parte dei migranti che sono stati soccorsi lunedì nel corso delle 40 operazioni coordinate dalla Guardia costiera nazionale nel Canale di Sicilia e che hanno portato al salvataggio di circa 6.500 persone. Prefettura, Capitaneria di porto, Questura, Protezione civile, Croce rossa, Asl e tutti gli enti coinvolti nell’accoglienza stanno predisponendo il campo con le tende per le visite mediche e le operazioni di identificazione. Intanto nella notte, nella zona del Poligono di Capo Teulada e nello specchio d’acqua antistante l’area, sono arrivati 42 algerini; 27 migranti, tra cui una donna incinta, sono stati bloccati dai carabinieri in servizio nel poligono, e dopo le visite sono stati trasferiti nei centri di accoglienza. Un barchino, invece, con a bordo altri 15 algerini, tra cui un giovane che aveva necessità di insulina e un altro con una frattura, è stato soccorso dalla Guardia costiera di Cagliari. I feriti sono stati subito sbarcati a Teulada e Cagliari per essere trasportati in ospedale, gli altri sono stati portati nel Capoluogo e dopo le visite mediche trasferiti nei centri di accoglienza.