Vendola dimentica la legge Cirinnà e sui gay attacca Chiesa e destra

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L’ultima volta che ne avevamo sentire parlare fu nel febbraio di quest’anno, in occasione della trasferta in California con il suo compagno Eddy Testa per diventare coppia genitoriale di un bambino, Antonio Tobia, nato attraverso il ricorso alla pratica dell’utero in affitto. Da allora, Nichi Vendola, sembrava essere stato risucchiato nel buco nero dell’intimismo e del privato: pochissime uscite pubbliche, quasi zero i suoi interventi sui pur importanti e decisivi dossier della politica italiana ed europea. Tutto, insomma, lasciava pensare che ormai Vendola avesse deciso di dedicarsi ai suoi affetti familiari e quindi di stare lontano dalle luci della ribalta.

Renzi: da agosto i sindaci potranno celebrare nozze gay

Sembrava, appunto. È infatti bastato che si tornasse a parlare di legge Cirinnà, di nozze gay, di stepchild adoption per far ritornare Vendola ai tempi d’oro dei suoi effluvi verbali che ne hanno fatto un personaggio. L’occasione gli è stata offerta da una telefonata fatta da Matteo Renzi da Varsavia, dov’era impegnato (ma lo era davvero, a questo punto?) in un vertice Nato, a Dario Guarise, un insegnante gay di 73 anni che da 40 convive con il suo compagno. Guarise ha un tumore e la sua preoccupazione è quella di non sopravvivere abbastanza da potersi unire in matrimonio con il suo partner e quindi consentirgli di beneficiare della reversibilità della sua pensione una volta che non ci sarà più. Stando a quel riporta Repubblica, Renzi lo avrebbe rassicurato circa i tempi di approvazione dei decreti attuativi della Cirinnà e tutto dovrebbe risolversi per i primi d’agosto. Tutto sommato, una vicenda che va verso la soluzione auspicata da Guarise.

E Vendola impreca contro le “lobbies clericali». Ma dove vive?

Ma per Vendola è l’occasione di ritagliarsi un momento di gloria e così – sempre su Repubblica - ha menato fendenti da par suo scomodando l’«oscurantismo medievale», non meglio precisate «lobbies clericali» e persino «ingerenze di una Chiesa malata di temporalismo» quando è apparso l’esatto contrario, con una Santa Sede financo indifferente mentre il Parlamento licenziava la Cirinnà a colpi di fiducia. Verrebbe da chiedersi su quale pianeta si sia ormai trasferito Vendola che gioca a fare il rivoluzionario o cerca di atteggiarsi a pietra dello scandalo dicendo cose che oggi, al contrario, rappresentano la nuova ufficialità, il nuovo conformismo. È evidente che l’insuccesso deve avergli dato alla testa. Solo così si spiega l’attacco a coloro che, «sul lato destro» della politica, «inneggiano alla sacralità della vita, della famiglia e dei bambini, e che contemporaneamente chiedono il respingimento di una moltitudine di profughi, che sono evidentemente vite e famiglie e bambini privi del carisma giusto o della sanità necessaria». A Nichi, ma che stai a dì?