La vendetta di Erdogan allarma l’Europa: «Scene rivoltanti di arbitrio»

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Erdogan senza freni. Le purghe dopo il golpe fallito in Turchia toccano anche dipendenti pubblici non direttamente legati alla sicurezza. Oltre alle quasi 12 mila persone già sospese da polizia e magistratura, circa 1.500 dipendenti sono stati sollevati dai loro incarichi dal ministero delle Finanze. Le epurazioni  su larga scala a militari, polizia, giudici e giornalisti e la minaccia della  reintroduzione della pena di morte in Turchia suscitano reazioni e preoccupazioni da parte della comunità internazionale. Quest’ultima minaccia, in particolar modo, bloccherebbe il negoziato per l’adesione di Ankara alla Ue. Lo ha detto senza mezzi termini il portavoce della cancelliera tedesca Angela Merkel Steffen Seibert. «Siamo categoricamente contro la pena di morte. Un Paese che la pratica non può essere membro della Ue», ha spiegato definendo “preoccupanti” le affermazioni del presidente Erdogan sulla possibilità della reintroduzione della pena capitale.«L’Unione europea – ha puntualizzato il portavoce della signora Merkel – è una comunità di valori; una comunità che ha deciso che la pena di morte sia al di fuori dei suoi valori. La reintroduzione della pena capitale in Turchia, pertanto, determinerebbe di conseguenza la fine dei negoziati di adesione»- In Turchia si sono verificati «episodi rivoltanti di giustizia arbitraria e di vendetta» nei confronti di soldati sospettati di aver partecipato al tentato golpe, ha fatto intendere la Merkel attraverso il suo portavoce. «Abbiamo visto nelle prime ore dopo il fallimento del golpe – ha spiegato Steffen Seibert alla conferenza stampa di governo – scene raccapriccianti di arbitrio e di vendetta contro i soldati in mezzo alla strada. Un simile fatto è inaccettabile».

Con la pena di morte, parola fine sull’adesione alla Ue

Intanto, man mano che le ore passano, si aggiorna il numero delle “purghe”. È salito a 7.543 il numero delle persone arrestate finora. La cifra include almeno 6.030 militari. Oltre ai militari, gli altri arresti confermati al momento riguardano 755 magistrati e 650 civili. La comunità internazionale è unita contro Erdonan, al momento. «Una completa adesione della Turchia all’Ue è irreale» e anche la liberalizzazione dei visti scivola «in un futuro lontano»,  ha detto il capogruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber, in un’intervista a Deutschlandfunk sul fallito colpo di Stato. In conseguenza del dibattito sulla reintroduzione della pena di morte c’è da attendersi un processo di «pesante estraniazione» tra Bruxelles e Ankara, con possibili riflessi anche sul piano economico, ha aggiunto Weber. Recep Tayyip Erdogan deve decidere se continuare a dividere la società o adoperarsi per una riconciliazione, ha proseguito il capogruppo, sottolineando tuttavia la necessità di proseguire la collaborazione con la Turchia per perseguire gli interessi Ue: «I vicini non possiamo sceglierceli», ha concluso Weber. La introduzione della pena di morte in Turchia metterebbe la parola fine sul processo di adesione di Ankara all’Unione europea. Lo avrebbe detto, a quanto riferiscono i presenti, il sottosegretario ai Servizi Marco Minniti, collocando il governo sulla linea espressa questa mattina a Bruxelles dal commissario agli Affari esteri Federica Mogherini. Categorica Giorgia Meloni: «Il governo islamista di Erdogan vuole reintrodurre la pena di morte. Un altro buon motivo per dire no all’ingresso della Turchia nella UE», scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia.