Usa, afroamericano ucciso da un agente, secondo episodio in due giorni

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Polizia di nuovo nella bufera in Usa dopo l’ennesimo caso di un afroamericano ucciso da un agente. Il fatto è avvenuto in Minnesota a sole 48 ore da un fatto analogo in Louisiana. Ad inchiodare il poliziotto ci sarebbe un video su Facebook al vaglio degli inquirenti: secondo i media, la vittima, Philand Castile, 32 anni, era in auto con una donna e un bimbo quando è stato fermato da una volante. Ai poliziotti ha detto di aver con sé un’arma con regolare licenza. Ma al momento di prendere il portafoglio, uno o più agenti gli hanno sparato. Il video postato su Facebook mostra un incidente con circostanze simili a quelle raccontate dalla fidanzata della vittima in Minnesota. Nel filmato, una donna è seduta in auto con un giovane accasciato sul sedile con la maglietta sporca di sangue. Accanto al finestrino dell’auto si vede un agente armato. La donna dice nel video che la polizia ha sparato al suo fidanzato. Poi racconta i fatti: l’agente ha chiesto al giovane patente e libretto. La vittima ha risposto che li tiene nel portafoglio e che ha anche un’arma con regolare licenza. “Non ti muovere”, dice il poliziotto. “Mentre stava per alzare le mani dal portafogli, l’agente gli spara 4 o 5 volte”, dice la donna nel video. Il giovane è morto in ospedale. E’ stata aperta un’inchiesta. Il fatto è avvenuto poco dopo che il dipartimento della Giustizia aveva  annunciato l’apertura di una indagine su due poliziotti che hanno sparato, uccidendolo, a un uomo afroamericano a Baton Rouge, in Louisiana. Nel 2015 sono state 1.152 le persone uccise dalla polizia, il 30% delle quali erano afroamericani. Alcuni degli episodi accaduti negli ultimi anni, dal caso di Trayvon Martin in Florida a quello di Freddie Gray a Baltimora, sino alla morte di Eric Garner a Staten Island, hanno scatenato un’ondata di proteste a livello nazionale contro i metodi troppo violenti usati dagli agenti.