Bangladesh, le vittime dell’attacco Isis sono in gran parte italiani e giapponesi

Nuovi raccapriccianti dettagli sulla strage dell’Isis a Dacca. Un portavoce dell’esercito del Bangladesh citato da Sky news ha detto che tutti le venti persone uccise nell’attentato di Dacca sono straniere: secondo la stessa fonte la maggior parte delle vittime sono italiani e giapponesi. Al momento dell’attacco di un commando armato ieri sera, nel ristorante Holey Artisan Bakery “c’era un tavolo occupato da numerosi italiani”, ha detto Gianni Boschetti, che da 25 anni vive in Bangladesh ed opera nel settore tessile. «Io sono riuscito a mettermi in salvo – ha solo precisato parlando con un amico – ma adesso sono angosciato perché non so nulla della sorte del gruppo». “Molti dei civili all’interno del caffè di Dacca sono stati uccisi dagli assalitori con lame affilate”, riferisce l’esercito bengalese secondo quanto riportano i media internazionali. Solo chi sapeva recitare versi del Corano è stato risparmiato dai jihadisti, gli altri sono stati torturati, ha raccontato uno degli ostaggi tratti in salvo dal caffè di Dacca assaltato dall’Isis, secondo quanto riferisce il sito del quotidiano bengalese Daily Star. In particolare a riferirlo è stato Rezaul Karim, padre di Hasnat Karim, tenuto in ostaggio dentro l’Holey Artisan Bakery per oltre dieci ore. Tra le 13 persone salvate dal blitz dell’esercito del Bangladesh nel ristorante attaccato a Dacca quattro erano stranieri. Sei assalitori sono stati uccisi. Il bilancio, al momento, è di almeno venti morti nell’assalto jihadista al caffè di Dacca, in Bangladesh, liberato stamattina all’alba da un blitz delle forze speciali. Il blitz è  scattato alle 7.40 ora locale, le 3.40 in Italia, nel ristorante Holey Artisan Bakery nella capitale del Bangladesh. Qui, ieri sera alle 21.20 ora locale (le 17.20 in Italia), un commando di terroristi islamici aveva preso in ostaggio almeno 35 persone, di cui una ventina stranieri (fra questi almeno sette italiani), dopo aver ucciso due poliziotti. Nell’assalto al caffè dove si erano asserragliati dai sette ai dieci terroristi sono stati impiegati oltre un centinaio di uomini del Battaglione di azione rapida. Le teste di cuoio nella notte avevano cercato di trattare con i miliziani, senza risultato. Un sito legato all’Isis, Amaq, che aveva già pubblicato la rivendicazione del Califfato, ha diffuso foto di presunte vittime all’interno del ristorante: cinque o sei cadaveri di donne e uomini per terra, in pozze di sangue, fra i tavoli con ancora i resti della cena. L’attacco delle teste di cuoio è durato una decina di minuti, durante i quali si sono sentiti spari ed esplosioni. Gli ostaggi soccorsi sono stati portati in ospedale.