Totti prende a pallate Higuain: «Oggi i calciatori sono nomadi e avidi…»

26 Lug 2016 18:41 - di Antonio Marras

I soldi più del cuore, l’ambizione più della passione. Il passaggio di Gonzalo Higuain dal Napoli alla Juventus rispecchia le logiche ormai dominanti del calcio moderno, dove i legami affettivi contano meno di quelli economici. Francesco Totti ne è convinto, in 25 anni di carriera ha visto cambiare lo sport che ama. Lui è rimasto fedele, bandiera in via d’estinzione, mentre tutto intorno si consumavano divorzi a ripetizioni, alcuni clamorosi come quello appena ufficializzato dell’attaccante argentino. «Io ho sempre amato il giallorosso e ho sempre desiderato indossare solo la maglia della Roma. Per me questo è un matrimonio ideale – sottolinea – Non sono in tanti gli atleti che seguono il loro cuore. Scelgono di andare altrove per vincere e guadagnare di più. Sono come dei nomadi».

Sempre in movimento, in continua evoluzione, come anche lo sport che negli ultimi anni “è cambiato molto”. «Ora l’attenzione è più sul denaro. I giocatori cambiano squadra più spesso, forse per fare più soldi. È più business che passione – evidenzia Totti intervistato dal sito Gazzetta World – La gente va allo stadio per divertirsi e vedere un giocatore che sta sempre nella stessa squadra. Forse sperano di non essere traditi. Guardate quello che è successo ora con Higuain dal Napoli alla Juventus. E’ un disastro. Però è del tutto normale ora che quando uno straniero arriva in Italia abbia la possibilità di andare in un’altra squadra per fare più soldi». Pensiero che non ha mai sfiorato la mente di Totti. «Se avessi pensato solo all’aspetto economico avrei lasciato la Roma 10 anni fa. Per me si tratta di altro, di passione, non di soldi» ribadisce il capitano giallorosso, che volgendo lo sguardo al futuro suggerisce al calcio italiano di tornare al passato: «Per tornare ad alti livelli bisogna cambiare mentalità, dare più attenzione ai giovani di talento che adesso restano oscurati dagli stranieri. Ora è più importante avere in squadra stranieri che italiani. Alcuni pensano che se prendi un argentino o un brasiliano allora sarà come Maradona».

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