Terroristi islamici e clandestini fanno interrompere le vacanze alla Merkel

FacebookPrintCondividi

In Germania non calano le polemiche sui rifugiati, protagonisti delle violenze di un fine settimana in cui l’Isis ha colpito il Paese per la prima volta con un attentato. E mentre si continua a indagare sui protagonisti degli episodi di violenza, con la magistratura che chiede un nuovo arresto per il sedicenne afghano amico dell’ autore della strage di Monaco, la Baviera reclama da Berlino più impegno per la sicurezza e maglie più strette per i rifugiati, rendendo più facile ed efficace l’espulsione di quelli che si macchiano di crimini nel Paese che li accoglie. E in un’atmosfera di tensione, la cancelliera Angela Merkel ha frattanto deciso di sospendere le sue vacanze, per tenere giovedì una conferenza stampa «su temi interni e internazionali» inizialmente prevista per dopo l’estate. Evidentemente, gli attentati terroristici e la strage di Monaco hanno spinto la cancelliera ad anticipare l’appuntamento.

La Baviera promette misure contro i clandestini

Il presidente bavarese Horst Seehofer ha dal canto suo chiesto una verifica supplementare di tutti i profughi arrivati finora in Germania: «Dobbiamo sapere chi si trova in questo Paese», ha detto, aggiungendo che il suo partito non si opporrà più all’inasprimento della legge sulle armi in Europa e presentando assieme ai ministri dell’Interno e della Giustizia del Land una serie di misure per fronteggiare le sfide del terrorismo: norme che vanno dal rinforzo di personale e mezzi per le forze dell’ordine, all’inasprimento delle leggi penali e sul diritto di soggiorno, fino ad un maggiore monitoraggio di Internet. Perchè, è il suo ragionamento, «lo Stato di diritto non indietreggerà e per questo dobbiamo armarci di conseguenza». Il governo bavarese auspicherebbe anche un affiancamento dell’Esercito alla polizia in caso di attentati; ma Berlino nicchia sul tema, cercando di mantenere il punto sulla necessità di non far sentire il Paese in uno stato di emergenza. Operazione difficile, perché la paura tra la gente ormai c’è: ad esempio, gli spari di un folle oggi in un ospedale avevano indotto in molti a pensare subito ad una nuova azione terroristica. La Baviera, piagata ed offesa dalle violenze, è scatenata. «Faremo tutto quello che è umanamente possibile per migliorare la protezione dei nostri cittadini», promette il primo ministro bavarese ribadendo che «la prudenza è importante, ma non può sostituire quella protezione che deve essere assicurata da parte dello Stato». Per questo la Baviera chiede più polizia, più soldi, il braccialetto elettronico per gli estremisti islamici e una verifica supplementare per tutti i profughi arrivati nel Paese, per evitare brutte sorprese come quella di Ansbach.