Terrorismo, Germania sotto attacco. Ma la Merkel si preoccupa dei migranti

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Strano a credersi, ma anche la severa Germania sembra ormai preda di quella sindrome da struzzo che imperversa in Europa sulla questione migranti. Dalla sua casa nella regione di Uchermark la cancelliera Angela Merkel si è detta giustamente «sconvolta» per l’ondata di violenze che nel weekend ha investito la nazione ad Ansback, dove un rifugiato siriano di 27 anni si è fatto saltare in aria durante un festival musicale provocando 12 feriti, e a Reuttlingen, dove un uomo, un siriano richuedente asilo, con un macheteha ucciso una donna e ferito altre due persone in pieno centro. «Il governo è a lutto – fa sapere Ulrike Demmer, portavoce della Merkel – che poi invita «a non generalizzare» nell’accusa di terrorismo nei confronti dei rifugiati dal momento che «la maggior parte dei terroristi che hanno compiuto attentati negli ultimi mesi non erano rifugiati».

Tutte di immigrati le violenze in Germania

E certamente sarà come sostiene la Merkel. Ma è altrettanto vero che gli attentatori sono stranieri, in particolare mediorientali e nordafricani, tutti – comunque – di fede islamica. Una circostanza non neutrale nell’organizzare l’azione di contrasto al terrorismo da parte dei singoli governi e (se vi riesce) da parte dell’Unione Europea. Anche il massacro del Mc Donald di Monaco di Baviera con dieci morti e decine di ferite, subito catalogato dall’informazione a esplosione di un caso pschiatrico, è stato compiuto da un iraniano seppur naturalizzato tedesco. E un paio di giorni prima era un afghano l’uomo che al grido di Allah al akbhar aveva assaltato con un ascia un gruppo di persone a bordo di un treno. Così come erano stranieri gli uomini che durante i festeggiamenti dell’ultimo capodanno hanno molestato centinaia e centinaia di donne tedesche nel pieno centro di Colonia.

Ma la Merkel applica la tecnica dello “struzzo”

Tutto questo non autorizza certo a pensare che tutti i rifugiati, tutti gli immigrati entrino in Europa per divenatre terroristi e immolarsi sugli altari della guerra santa. Ma è indubbio che spalancare le porte a chiunque decida di venire fa aumenatre in misura esponenziale il rischio di attentati terroristici in tutto il Vecchio Continente. Finora l’area del Mediterraneo, soprattutto l’Italia, è stata sempre considerata come il ventre molle della Ue. Ora ci sembra di essere in compagnia della Merkel in questa irresponsabile sottovalutazione del rischio immigrazione. E non è un buon affare. Per nessuno