Teddy Reno, 90 anni e due grandi amori: Rita Pavone e la musica

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Una grande passione: la canzone. Un solo grande amore: Rita Pavone. Una incredibile carriera lunga una vita. E oggi, al compimento dei 90 anni, Teddy Reno festeggia questi incredibili successi personali e professionali, accanto alla compagna di sempre.

Teddy Reno compie 90 anni

Non a caso, il ricordo più bello dei suoi 90 anni, che scoccano proprio oggi 11 luglio, ha il nome del luogo dove diede «il primo bacio a una donna che si chiama Rita Pavone»: l’Isola del sale, a largo di Dakar, sull’Atlantico. E allora, ha girato il mondo intero, ha vissuto incredibili esperienze artistiche e vicende umane ma Teddy Reno, al secolo Ferruccio Merk-Ricordi, non ha dubbi: è quello il luogo simbolo della sua vita, il ricordo principe della sua vita. «Eravamo su una grotta favolosa – ha raccontato l’artista nelle scorse ore – e lei mi ha chiesto: Quanto durerà?. E io ho risposto: Per quello che mi riguarda, tutta la vita» E così è stato, tanto che, come lui stesso ha ricordato: «Ho conosciuto tante donne in gioventù, ma Rita è stata ed è l’unico grande amore di sempre». Un amore che non si è fermato davanti agli ostacoli e che oggi, a quasi cinquant’anni da allora, è ancora vivido e forte.

Una voce limpida chiara

Così come limpida e chiara continua ad essere la voce di Teddy Reno, che non ha mai smesso di dedicarsi alla musica, di cantare e di promuovere talenti musicali. «Stranamente – ha detto – non sento nessuna incertezza nella mia voce, che incredibilmente sta migliorando. Alla mia età, smettere di creare cose belle per se stessi e per gli altri è più pericoloso che continuare a farlo». E allora, sono ancora tanti i progetti nel cassetto di Teddy Reno nel corso di questi 90 anni: progetti finalizzati al raggiungimento di un sogno: riuscire a diventare un artista stimato e amato. È in questa direzione, allora, che i suoi progetti vanno avanti, e da quel primo gennaio del 1948 quando Teddy Reno fondò a Milano la casa discografica CGD, che lanciò cantanti poi divenuti maestri di sempre del calibro Lelio Luttazzi, Betty Curtis, Gianni Ferrio, Jula de Palma, Giorgio Consolini e Johnny Dorelli. È in questa direzione che Teddy Reno ha sempre lavorato su mestiere e immagine, lasciando un segno nella storia della musica italiana come artista con brani indimenticabili come Piccolissima serenata, Malafemmina, Addormentarmi così, Trieste mia, Accarezzame e Chella lla – e, in veste di produttore e promotore di nuovi talenti: «Nel ’62 – racconta ancora lui stesso – lanciai artisti come Rita Pavone, Shel Shapiro, i Rockets, il cabarettista Enrico Montesano, Dino, Mal e Claudio Baglioni».

Dalla canzone, al teatro, al cinema

Oggi, a 90 anni compiuti proprio in queste ore, il cantante che ha dedicato anche parte del suo talento a teatro e al cinema – sulla ribalta ne L’adorabile Giulio di Garinei e Giovannini, del 1957, e sul grande schermo grazie a Totò, Peppino e la… malafemmina, di Camillo Mastrocinque dell’anno prima – l’artista continua a tracciare e seguire quel percorso artistico e imprenditoriale con la stessa passione e la stessa dedizione di sempre, e a condividerlo con sua moglie Rita Pavone. «Siamo andati insieme anche in Argentina – ha detto – e ci ha accolto Papa Bergoglio che abbiamo scoperto essere un grande fan di Rita». Ma la musica di oggi non è come quella di allora. Lui, invece, è quello di sempre: e con tutto l’entusiasmo che ha annuncia: «Voglio arrivare a 300 anni, purché possa cantare sempre come canto in questo momento»…