Stupro di gruppo su una 15enne nel Napoletano: arrestati gli 11 del branco

Tutto ha avuto inizio circa un mese fa: oggi, a distanza di poco più di quattro settimane da un abominevole stupro di gruppo, sono state chieste ed eseguite dai Carabinieri undici misure cautelari nei confronti di altrettanti ragazzi minorenni, accusati di violenza sessuale ai danni di una ragazza di 15 anni di un piccolo centro del Napoletano.

Stupro di gruppo su una 15enne: in manette 11 minorenni

Una violenza perpetrata circa un mese fa, un incubo che si è reiterato nel tempo, e su cui – oltretutto  – ha gravato la minaccia di postare in rete le sequenze di quell’orrore subito dalla ragazzina che, per fortuna, si è decisa nonostante tutto a presentare una denuncia. Gli undici minorenni finiti in manette sono stati trasferiti in comunità di recupero, nei confronti di un dodicesimo accusato della violenza sessuale, invece, minore di 14 anni, la Procura presso il Tribunale di Minorenni di Napoli procederà separatamente. Le indagini dei Carabinieri sono partite dalla denuncia della 15 enne che sarebbe stata filmata con un cellulare durante un rapporto sessuale con il proprio fidanzatino – sembra, imparentato con un boss locale – e successivamente costretta a rapporti con gli amici di quest’ultimo sotto la minaccia di pubblicazione su Internet del filmato. Il pm ha ascoltato la ragazza con l’aiuto di una psicologa ed ha raccolto alcune testimonianze sull’accaduto, che hanno portato progressivamente all’identificazione di tutti i responsabili.

Le indagini partite dai ricatti sui video “hard”

Circa un mese fa, la ragazza aveva denunciato ai militari di essere stata vittima di una serie di ricatti mediante i video prodotti dal giovanissimo fidanzato, con il quale aveva avuto un rapporto sessuale. La minaccia nei suoi confronti consisteva nella pubblicazione su un social network di un filmato realizzato durante il rapporto. La minaccia, poi, era stata rinnovata in successive occasioni, avendo il gruppo ripreso anche i successivi rapporti con gli altri amici del fidanzato. Così i carabinieri, segendo le indicazioni fornite dalla vittima, sono arrivati a sequestrare i telefoni cellulari ad un gruppo di minorenni, arrivando al fulcro dell’indagine. Un’indagine – e il caso che l’ha generata, ovviamente – che ha destato grande scalpore tra i genitori dei ragazzini – tutti della fascia d’età della scuola Media – soprattutto ora che è diventato di pubblico dominio il “gioco” dei video-hard mediante il quale è stata a lungo ricattata la 15enne vittima degli abusi e delle minacce. Il timore è che la giovane non sia l’unica vittima del branco. Due delle 11 famiglie coinvolte in questa torbida vicenda hanno chiesto aiuto al parroco. «È una brutta storia che scaturisce dal disinteresse familiare nei confronti dell’educazione da impartire ai propri figli – ha commentato allora il religioso – questa è l’età in cui i giovani, se abbandonati a loro stessi, sono a maggior rischio. …Purtroppo, chi ha coltivato questa perversione, lo ha fatto per divertirsi. È stato uno “svago”. Non è stato fatto per soldi, solo per passare il tempo con gli amici. Tutto questo però ora assume le sembianze dell’orrore»…