Stress test, il Monte dei Paschi non passa l’esame. È la peggiore d’Europa

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È il Monte dei Paschi di Siena la banca più debole e malconcia d’Europa che rischia l’implosione e registra una perdita secca che porterebbe il Cet1 entro i 2018 in posizione negativa. Lo rivela, numeri alla mano, l’analisi degli stress europei coordinati dall’Autorità bancaria europea (Eba), in collaborazione con la Bce e le autorità di vigilanza nazionali. Solo tre delle cinque banche italiane passano agevolmente l’esame, ma Unicredit e Mps sono fra i 10 peggiori, con quest’ultima fanalino di coda in Europa.

Monte dei Paschi di Siena a rischio

Fra le 51 banche esaminate, l’irlandese Royal Bank of Scotland e la Allied Irish Bank escono con parecchi danni. Bene Deutsche Bank. La sola banca europea che registra una perdita secca  è appunto Monte dei Paschi di Siena. Tutte le altre 50 banche sono al di sopra della soglia del 5,5% indicata a suo tempo come soglia minima per assicurare una situazione sotto controllo. Un risultato per cui Bankitalia parla di «buona tenuta» nonostante la «severità dell’esercizio», che serve a valutare la resistenza e la tenuta di un istituto di credito in caso di eventi economici tali da provocare un pesante shock sui mercati e sull’economia.

Bankitalia minimizza

Lo stress test dell’Eba mostra che i benefici del rafforzamento di capitale effettuato finora «si riflettono nella resistenza del settore bancario europeo a uno choc severo». È questo il commento del presidente dell’Autorità bancaria europea Andrea Enria. «Il test è uno strumento vitale per aiutare i supervisori ad accelerare il processo di riparazione dei bilanci delle banche, che è molto importante per restaurare il credito alle famiglie e al business». Uno choc al quale il Monte dei Paschi di Siena, dopo le note vicende e gli scandali rossi, non ha resistito. Il test, ha ribadito l’Eba, «è un esercizio che promuove o boccia. Anche se riconosciamo l’ampia raccolta di capitale effettuata, non è un certificato di buona salute. Rimane lavoro da fare, che i supervisori avvieranno nel quadro del processo di revisione e valutazione della sorveglianza non è un esercizio in cui si misurano chi è passato e chi ha fallito».