È stata una strage di giovanissimi: la metà delle vittime ha meno di 20 anni

Quasi tutte giovani, nessun turista, diversi stranieri: questo il profilo delle vittime della mattanza di Monaco stilato in una conferenza stampa appena conclusa dal capo della polizia della capitale bavarese, Hubertus Andrae che, parlando di vittime e feriti ha confermato che 10 sono stati i morti (compreso l’attentatore) e 27 i feriti, di cui 10 in gravi condizioni, ha spiegato il numero uno della polizia locale confermando che fra i feriti ci sono anche «bambini e adolescenti». Uno struggente aggiornamento, quello reso dai vertici delle forze dell’ordine ai giornalisti, che entra nel dettaglio delle vite (compresa quella del killer) e dei connotati umani di chi è stato freddato a caso dallo stragista, guarda caso, anche lui appena 18enne, che ha centrato nel suo mirino giovani in età compresa tra 15 e 21 anni. Anche per tutto questo il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maizière a Berlino, al termine del gabinetto di crisi sulla sicurezza, ha dichiarato: «Quando si vede quanti giovani e ragazzi e quante diverse nazionalità sono presenti tra le vittime, il cuore diventa pesante». Davvero.

Le vittime, giovanissimi tra i 15 e i 21 anni

E allora, nel tragico elenco di chi non ha avuto scampo dall’assedio armato del killer di Monaco figurano tre kosovari di etnia albanese – due donne ed un uomo – di cui ha fornito dettagli  il premier kosovaro Hashim Thaci, esprimendo lo shock del suo Paese e assicurando il sostegno alla Germania nella «denuncia e nella lotta ad ogni forma di terrorismo»; tre cittadini turchi, la cui morte nell’attentato in Baviera è stata confermata amnche dal ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu, ripreso dai media turchi. Tutte vittime scelte a caso: inseguite. Freddate. Rimaste sul suolo. Vite interrotte brutalmente in un giorno qualunque; in un momento qualunque, in un posto qualunque. Morti per le quali la cancelliera tedesca Angela Merkel ha espresso «grande cordoglio» a titolo personale e a nome del governo e della Germania verso «le famiglie di coloro che non torneranno più a casa: a nome di tutti condividiamo il vostro dolore, soffriamo con voi. Il pensiero va anche ai numerosi feriti, che possano guarire completamente», ha aggiunto la Merkel nel corso della conferenza stampa organizzata dopo l’attentato di Monaco. Un evento tragico che – come ribadito dalla calcelliera stessa – lascia «dietro di noi, e soprattutto dietro le persone di Monaco, una notte di orrore, dovuta a un unico autore»…

Una giornata di lutto nazionale

E allora per l’intera giornata di sabato, a 24 ore dalla strage di Monaco, in Baviera è stato proclamato il lutto nazionale, in memoria delle vittime dell’attentato di venerdì pomeriggio. Il presidente del Land ha dato disposizione che in tutti gli edifici pubblici vengano esposte, in segno di lutto, bandiere a mezz’asta. Certo Monaco è ancora sotto shock, ma lentamente, molto lentamente, la vita prova a tornare alla normalità. Con il cessato allarme e l’annuncio della polizia che l’unico attentatore è morto, suicidandosi, già nella notte tra venerdi e sabato sono tornati a circolare le macchine e i mezzi pubblici, che erano stati sospesi in serata subito dopo la sparatoria. Sembra diminuita anche la presenza della polizia in città, che nelle ultime ore è stata messa letteralmente sotto assedio. Solo il centro commerciale Olympia resta off limits. «I fatti sono conclusi, Monaco può voltare pagina», ha detto un portavoce della polizia in conclusione della conferenza stampa. E gli abitanti di Monaco sembrano pronti a farlo.