Lo staff di Trump: «Hillary deve essere fucilata». Bufera sui repubblicani

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Sempre poi infuocata la campagna elettorale in Usa per la successione a Barack Obama. Al terzo giorno della convention repubblicana a Cleveland, Hillary Clinton, vittima degli attacchi dello staff di Donald Trump, lancia gli ultimi fendendi: «La costante escalation di retorica offensiva da parte di Trump rischia di alimentare tra i repubblicani quel tipo d’odio che da tempo era stato relegato ai margini della politica americana», così Hillary ha reagitoe alla frase choc di uno dei più stretti consiglieri del tycoon, che vorrebbe portare l’ex first lady davanti a un plotone di esecuzione.

Hillary Clinton dovrebbe essere giustiziata

È  bufera sullo staff Trump: a scatenare il finimondo, appunto,  le parole  Al Baldasaro, per il quale Hillary Clinton dovrebbe essere portata davanti a un plotone di esecuzione e fucilata per alto tradimento. «Sono un veterano che ha combattuto e partecipato alle operazioni Desert Shield e Desert Storm in Iraq e sono anche un padre che ha mandato un figlio in guerra, in Iraq, come tecnico di elicotteri nel corpo dei Marine»,  ha detto Baldasaro, membro dell’assemblea parlamentare del New Hampshire. «Hillary per me è come la Jane Fonda del Vietnam», ha detto riferendosi alle accuse mosse a suo tempo all’attrice di parteggiare per il nemico e di avere posizioni anti-americane. Hillary Clinton è  «una disgrazia per le bugie che ha detto alle madri i cui figli sono stati uccisi a Bengasi. Tutto mi disgusta di lei, dovrebbe essere messa lungo una linea di tiro e giustiziata per tradimento». Grande l’imbarazzo nell’entourage del candidato alla Casa Bianca fresco di nomination, con la sua campagna che di fatto prende le distanze. E gli slogan più  gettonati di Cleveland (soprattutto dopo le durissime parole pronunciate dal palco dall’ex sindaco di New York Rudi Giuliani) sono diventati sicuramente due: “Hillary for prison” e “Lock her up”, mettetela in galera.

Un manifestante si dà fuoco

Al terzo giorno della convention repubblicana a Cleveland, durante le proteste un manifestante ha dato alle fiamme una bandiera americana e ha appiccato il fuoco anche su sé stesso, che si è poi esteso ad altri nella folla. Lo ha confermato la Polizia locale, sottolineando che sono stati usati estintori per spegnere le fiamme e che non si registrano feriti gravi.

Trump: nessuna pressione sulla Turchia

«Se sarò  eletto presidente non farò  pressioni sulla Turchia o su altri alleati autoritari che conducono purghe sui loro avversari politici o riducono le libertà civili», ha dichiarato al News York Times Trump, «gli Stati Uniti devono risolvere i loro problemi prima di cercare di cambiare il comportamento di altri Paesi».