Spiagge, schiaffo dall’Ue all’Italia. Gasparri: «Governo incapace»

Altro schiaffo all’Italia che può voler dire centinaia di migliaia di posti di lavoro gettati al cento. La Corte europea ha bocciato la proroga automatica decisa dall’Italia per le concessioni demaniali marittime e lacustri fino al 31 dicembre 2020. Riprendendo le conclusioni dell’avvocato generale di febbraio scorso nelle cause che coinvolgono gestori sardi e la Promoimpresa operante sul Lago di Garda, i giudici hanno sentenziato che il diritto dell’Unione è contrario alla proroga automatica in assenza di gare, in particolare per le strutture con “interesse transfrontaliero certo”.

Spiagge, Gasparri: «Massacro per le nostre imprese»

Cadono le braccia. «L’Ue continua a prescindere dalla realtà preparandosi la fossa nella quale rischia di precipitare in maniera irreversibile. È risibile e infondata la sentenza della Corte di giustizia europea che vorrebbe imporre le gare per le imprese balneari italiane in ossequio alla direttiva Bolkestein. La proroga delle concessioni era doverosa». Lo dichiara il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri, vicepresidente del Senato. «Il governo Renzi è rimasto impotente di fronte a questo tentativo di massacro delle imprese italiane. C’è stata la totale incapacità dei vari Baretta, Gozi e Costa nell’affrontare questa vicenda. Mentre tutti gli altri Stati chiedono e ottengono deroghe, il governo italiano non è riuscito a difendere le imprese balneari nelle sedi europee. In Spagna e Portogallo ci sono proroghe per questo tipo di attività ultra decennali. Dobbiamo chiedere per il settore balneare e del commercio ambulante la sospensione degli effetti della Bolkestein. Dobbiamo rifondare un’Europa che si occupi delle questioni della sicurezza, della libertà, della ricerca e del sapere. Un’ Unione che continua a perseguitare i singoli non ha futuro. E lo dico mentre compagnie aeree low-cost ottengono contributi pubblici in Italia e pagano bassissime tasse in Irlanda, mentre i grandi operatori della rete praticano l’evasione fiscale su base internazionale tollerati dall’Ue. Ci opporremo di fronte a sciacalli che si inchinano davanti a colossi e perseguitano bagnini e ambulanti. Già sono pronti molti sindaci a dare concessioni a imprese familiari del territorio fregandosene dell’Ue. Renzi, Costa, Baretta e Padoan se ne fregano delle imprese italiane», conclude  Gasparri.

Meloni: «Il governo ora salvi il salvabile, se ha dignità»

 

Dura anche Giorgia Meloni: «La sentenza della Corte di Giustizia Ue che annulla la proroga al 2020 delle concessioni per gli stabilimenti balneari e impone all’Italia di metterle a gara non è una sorpresa. Purtroppo era chiaro da mesi che la decisione dei giudici sarebbe stata contraria agli interessi della nostra Nazione e della nostra economia. Tutto questo rende ancora più evidenti le gravissime responsabilità del governo Renzi che pur avendo avuto moltissimo tempo per promuovere il riordino del settore, difendere le nostre 30 mila imprese balneari e rendere inutile il ricorso alla giustizia europea ha preferito aspettare che la mannaia dei burocrati europei si abbattesse su un settore sfiduciato, peraltro nel bel mezzo della stagione balneare. La verità è che questo governo non ha mai voluto davvero salvare le nostre aziende: il suo obiettivo era ottenere la completa deregolamentazione del settore per fare l’ennesimo favore alle multinazionali e alle grande concentrazioni finanziarie amiche di questo Esecutivo. Ora se hanno ancora un briciolo di dignità si inventino qualcosa per salvare il salvabile».