La sentenza non mette fine alla guerra tra Mogol e la vedova di Lucio Battisti

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Davvero non lo meritano i fan, che ancora si contano a milioni, di Mogol-Battisti, la coppia più feconda e celebrata della musica italiana. Non meritano di vedere i loro beniamini (non Lucio, ovviamente, scomparso il 9 settembre di 18 anni fa, ma sua moglie Grazia Letizia Veronese) litigare a suon di citazioni e querele. Ma gli interessi contano per gli artisti e i loro eredi come per ogni altra categoria di lavoratori e di professionisti. E Lucio Battisti e Giulio Repetti, in arte Mogol, il loro sodalizio lo avevano rotto sin dagli inizi degli anni ’80. Le carte bollate di oggi sono solo una normale conseguenza delle dolorose scelte di quel perodo.

A Mogol 2,6 mln di euro: «Ora le nostre canzoni rivivranno»

Ad intentare la causa contro la vedova di Battisti, anzi contro la società Acqua Azzurra Srl, di cui la signora Veronese è amministratrice unica e è stato, nel 2012, Mogol, possessore a sua volta del 9 per cento di quote della stessa società. All’origine del contenzioso, lo sfruttamento commerciale del repertorio che sarebbe stato sistematicamente ostacolato attraverso il ricorso ai tribunali dalla vedova di Lucio. Fino a quando, nel 2012 appunto, è stato Mogol ad adire le vie legali investendo della vicenda il Tribunale civile di Milano. E ora è arrivata la sentenza, che però, invece di fare chiarezza, ha fatto divampare una nuova guerra su chi abbia realmente avuto ragione dal responso dei giudici. Per Maria Grazia Mixia, legale di Mogol, non ci sono dubbi: il suo assistito riceverà dalla Acqua Azzurra 2 milioni 651.495 euro, più interessi e spese legali quale risarcimento dei danni subiti negli ultimi dieci anni. Mogol, infatti, è al settimo cielo: «È la prima volta – ho sottolineato in una dichiarazione resa alla Stampa - che un autore vince contro un editore. È stata una battaglia dura, abbiamo portato fior di testimonianze, è stato sancito il diritto alla pubblicizzazione che fa rivivere queste canzoni. Rischiavano di scomparire».

Il Tribunale esclude “mala gestio” da parte della Veronese

Non la pensa così, invece l’avvocato Simone Veneziano, che ha patrocinato gli interessi della Veronese. Anche lui canta vittoria perché – spiega in una nota – il tribunale di Milano «ha respinto la domanda di Mogol per mala gestio escludendo che la moglie di Lucio Battisti possa aver commesso un illecito come amministratore della Acqua Azzurra». Questo significa che a pagare non sarà la vedova con il suo patrimonio personale ma la srl di cui anche Mogol è co-titolare. Tanto è vero – dice ancora il legale – che a fronte di una richiesta di 8 milioni di risarcimento per mala gestio, Mogol riceverà “solo” 2,6 milionidi euro dalla Acqua azzurra. Lo scontro, insomma, non si placa è proseguirà molto probabilmente in appello. Ma questi sono problemi di Mogol e della vedova di Lucio Battisti. Per i milioni di fan della coppia più popolare della canzone italiana, quel che veramente conta è che i loro immortali capolavori tornino a fare da colonna sonora della nostra esistenza.