Rouen, fermato a Parigi un amico dell’islamico che ha ucciso il prete

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Un francese schedato con la lettera ”S” e partito in Turchia con Abdel Malik Petitjean – uno dei due attentatori islamici di Saint-Etienne-de-Rouvray a Rouen – è stato posto in stato di fermo: è quanto riferiscono fonti vicine all’inchiesta citate da BFM-TV, precisando che il fermato ha 20 anni ed è attualmente interrogato nel quartier generale dell’ antiterrorismo a Levallois-Perret, alle porte di Parigi. «Nulla prova al momento che fosse al corrente dell’attentato in Normandia», precisa però la fonte. Intanto il consiglio francese del culto musulmano invita i responsabili delle moschee, gli Imam e i fedeli musulmani di recarsi domenica mattina, 31 luglio, a messa, magari nella chiesa più vicina a casa loro, per esprimere «solidarietà e cordoglio dopo il vile assassinio» di padre Jacques Hamel: è quanto si legge in una nota diffusa dallo stesso Cfcm. Per l’organismo si tratta di un modo per esprimere nuovamente «l’appoggio della comunità dei musulmani di Francia ai nostri fratelli cristiani».

Fonti di Parigi affermano che è un ventenne

Frattanto si apprendono nuovi particolari sull’efferato crimine di Rouen: «Prendi un coltello, vai in una chiesa e fai una carneficina. Tagli due o tre teste, poi è finita»: è uno degli agghiaccianti messaggi audio inviati via Telegram da Adel Kermiche, uno dei due attentatori di Saint-Etienne-du-Rouvray, rivelati in esclusiva dal settimanale L’Express. Il diciannovenne che come foto di profilo ha una foto del califfo dell’Isis al Baghdadi invita i suoi contatti ad imitarlo. Nella chat dell’orrore di Kermiche, la cui autenticità è confermata da una fonte giudiziaria, c’è di tutto. Dall’influenza del suo guru incontrato in carcere, fino alla volontà di creare una cellula terroristica, i dettagli dei tentativi falliti di arrivare in Siria, la descrizione nei particolari del suo progetto di attentato contro una chiesa poco prima di passare all’atto, fino all’appello a diffondere il più possibile ciò che si appresta fare. Per settimane, Kermiche ha descritto tutto in questi file audio che come dice l’Express sembrano un diario propagandistico rivolto alla cerchia ristretta di circa duecento amici della rete criptata Telegram. Una corrispondenza ritrovata durante le operazioni di polizia dopo l’attentato in Bassa-Normandia.