Raggi show, ma niente omaggio ai morti di Dacca. E Meloni attacca

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Più che l’esordio di un nuovo sindaco,  quello di Virginia Raggi è stato uno show nella prima seduta del nuovo consiglio comunale di Roma. Baci, abbracci, selfie, il figlioletto di sette anni portato sullo scranno più importante dell’Aula Giulio Cesare del Campidoglio, ma niente indicazioni programmatiche. Al massimo uno slogan twittato poco prima.  «Giornata storica, cittadini che riprendono in mano la loro città dopo anni abbandono della politica». Ci ha pensato Di Battista a dire che cosa vorrebbero fare i grillini al Comune di Roma. Davvero un esordio assai poco brillante per Virginia Raggi.

Meloni: «Siamo al manuale Cencelli 2.0»

Subito dopo l’apertura della seduta la prima gaffe dell’era Cinque Stelle in Campidoglio: è stato rispettato un minuto di silenzio per Beau Solomon, lo studente americano morto nella Capitale dopo essere stato spinto nel Tevere. S’è trattato certo di un atto doveroso. Ma il sindaco Raggi ha dimenticato che qualche giorno fa 9 italiani sono stati orribilmente massacrati a Dacca. Anche a loro andava quantomeno dedicato  un omaggio. Invece niente. L’omissione non è sfuggita a Giorgia Meloni, che ha subito attaccato: «Primo atto della Raggi in Consiglio Comunale Roma: un minuto di silenzio per Beau Solomon ma non per gli  italiani massacrati a Dacca». E non è la sola pecca della Raggi evidenziata dalla Meloni. «Se il buongiorno si vede dal mattino non siamo molto ottimisti perché finora l’unica cosa che abbiamo visto è il manuale Cencelli 2.0». La giunta Raggi? «In netta prevalenza si tratta di riciclati della sinistra», incalza Fabrizio Ghera di FdI . «Penso agli assessori all’Urbanistica, alla Cultura e all’Ambiente. Questa è una falsa partenza. Noi comunque in Aula porteremo avanti le nostre proposte».

Marcello De Vito eletto presidente dell’assemblea

Per la cronaca, Marcello De Vito è stato  eletto presidente dell’assemblea capitolina con 30 voti. De Vito consigliere comunale tra le fila del Movimento 5 Stelle per la seconda volta è risultato quest’anno Mr. Preferenze, il più votato alle amministrative nella Capitale.  Le schede bianche sono state 17 e due le nulle.