Raccolta rifiuti in Puglia, per la Dda appalti e proroghe sospette

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Indagini sarebbero in corso in Puglia sugli appalti e sulla proroga dei servizi di raccolta e di smaltimento rifiuuti in molte pubbliche aministrazioni pugliesi. Lo ha detto il Procuratore capo della Reopubblica di Bari, Giovanni Volpe, parlando con i giornalisti a margine della presentazione del rapporto di Legambiente, Ecomafia 2016. Ai cronisti Volpe ha ricordato che «l’Anac (Autorità nazionale anticorruzione, ndr) aveva segnalato che ci sono stati dei ritardi e degli inadempimenti da parte della Regione e di molte amministrazioni comunali che avevano rinnovato gli appalti per lo smaltimento e la raccolta dei rifiuti. E su questo non posso dirvi nulla che riguardi le indagini”.

L’ombra della mafia sullo smaltimento rifiuti

Sulla stessa falsariga anche il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Bari, Renato Nitti, che dal canto suo ha spiegato che «il punto di partenza» è «il sospetto che vi siano infiltrazioni criminali nelle società che si occupano della gestione dei rifiuti». Per poi sottolineare che proprio «questo è il dato che occorre accertare». Nitti ha aggiunto che ci sono anche indagini sul traffico illecito di rifiuti e una «serie di alte indicazioni su cui non posso dettagliare meglio perché attengono al problema della gestione degli appalti in materia di rifiuti».

Ne ha parlato il procuratore di Bari, Volpe

Un interrogativo, tuttavia, è d’obbligo: da sempre si sostiene (giustamente) che non c’è nulla più riservato di un’indagine giudiziaria. Il codice penale prevede e punisce espressamente chi viola questo elementare principio di profilassi processuale e sociale. Stupisce perciò non poco che – stando a quel che riporta l’agenzia Ansa – la notizia dell’esistenza di un’indagine sui rifiuti con probabile coinvolgimento della criminalità organizzata sia stata data nel corso di un convegno.