Provenzano, l’arcivescovo: «Una preghiera non si nega a nessuno»

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Il cappellano del cimitero di Corleone o un altro sacerdote benedirà il feretro del boss Bernardo Provenzano  e ci sarà un momento di preghiera. «Una preghiera non si può negare a nessun». Lo ha detto monsignor Pennisi, arcivescovo di Monreale, a proposito della cerimonia religiosa che si svolgerà per Provenzano, morto ieri all’ospedale di Milano. «Provenzano ha subito la giustizia umana. Non so se in punto di morte o se prima, durante la detenzione, si sia confessato o si sia pentito davanti a Dio. In punto di morte tutti i peccati possono essere perdonati dal confessore», ha aggiunto mons. Pennisi. «Nell’anno della misericordia – ha spiegato facendo cenno alla scomunica papale dei mafiosi – tutti i sacerdoti possono assolvere dalla scomunica che non è una condanna all’inferno, ma una censura ecclesiastica: un modo per dire “stai attento”».

«Il divieto dei funerali pubblici – ha spiegato monsignor Pennisi –  è un modo per evitare l’esaltazione del defunto, perché in questi casi le esequie spesso si trasformano in una messinscena finalizzata o a celebrare o a, al contrario, a demonizzare. In entrambi i casi non c’è nessuna valenza religiosa, casomai solo sociale» . Annunciano che ci sarà, nel cimitero di Corleone, un momento di preghiera per Provenzono, il prelato ha aggiunto: «La preghiera – ha aggiunto – non può essere proibita dal questore».