Predappio, via libera al museo del fascismo. Ma a gestirlo saranno i partigiani…

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Il Comune di Predappio ha approvato la convenzione con l’Istituto Parri di Bologna (centro di studi storici antifascista e di connotazione partigiana) che sarà incaricato di redigere il progetto per l’esposizione permanente sul fascismo nell’ex Casa del Fascio, nel paese natale di Benito Mussolini, sulla collina romagnola. Alla seduta del Consiglio comunale è intervenuto anche il direttore dell’Istituto, Luca Alessandrini, ed erano presenti i rappresentanti dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età contemporanea e dell’Anpi di Forlì. I primi passi previsti dalla convenzione sono la nomina di un Comitato scientifico internazionale di grande rilievo e di un gruppo di lavoro con specifiche competenze connesse agli aspetti museografici, con particolare riferimento alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione. Oltre all’approvazione della convenzione, col solo voto della maggioranza, il Consiglio ha poi condiviso la costituzione di una Commissione consiliare che sarà tenuta costantemente al corrente dell’attività di progettazione.

La sede del museo nella ex Casa del Fascio

La realizzazione dell’esposizione permanente rappresenta il contenuto del primo lotto funzionale previsto dal progetto preliminare, il cui costo ammonta a poco meno di 3 milioni di euro e per il quale è stato chiesto alla giunta di sinistra che governa la Regione Emilia-Romagna un contributo di due milione a valere sui Fondi Strutturali Europei 2014/2020, contributo essenziale per l’attuazione dei lavori e sul quale in tempi brevi arriverà la valutazione regionale, che il Comune si aspetta favorevole. Per far fronte alle spese della progettazione curata dall’Istituto Parri è stato determinante il contributo assegnato al Comune di Predappio dalla Fondazione della Cassa dei Risparmi di Forlì. L’ex Casa del Fascio, edificio costruito tra il 1934 e il 1937, rappresenta uno dei più famosi esempi di architettura razionalista ed è caratterizzato da una torre littoria alta più di 40 metri, rivestita in lastre di travertino romano.

Il sindaco di sinistra che ha voluto il museo

«Il mio giudizio su Benito Mussolini e il fascismo è netto, ma questo non significa  che si debba nascondere un pezzo della nostra storia». Giorgio Frassinetti è il sindaco di Predappio, il paese natale del Duce. E come tutti i suoi predecessori, dal 1945 a oggi, guida una giunta di sinistra. Ma di guerre ideologiche e iconoclaste non ne vuole sentire. Qualche mese fa la sua proposta di istituire un museo del Ventennio e l’affermazione che i «simboli fascisti vanno difesi» avevano scatenato fuoriose polemiche a sinistra. Ma lui non ha sentito ragioni, ha tirato dritto.