Perquisizioni al dopolavoro Atac, nel mirino le società dei sindacalisti

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Distacchi sindacali non autorizzati  del personale, gestione del dopolavoro e delle mense Atac e fornitura di gomme per i bus. Sono questi i tre filoni di indagine della Procura di Roma che hanno portato oggi la Guardia di Finanza a perquisire, su ordine del pm Nicola Maiorano, il dopolavoro dell’azienda municipalizzata capitolina ipotizzando il reato di frode fiscale.
Nel mirino proprio le organizzazioni sindacali e, in particolare, alcuni sindacalisti che avevano costituito imprese ad hoc per la gestione di alcuni asset della municipalizzata.
Le perquisizioni sono legate anche ai documenti che il 25 maggio scorso il dg di Atac, Marco Rettighieri aveva consegnato al capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, una serie di atti relativi ai «distacchi sindacali del personale, la gestione del dopolavoro e la fornitura di gomme per i bus» poi compendiati in un dossier, consegnato a piazzale Clodio, che è il risultato di indagini interne avviate dopo che erano state rilevate irregolarità nei tre settori.
In sostanza nelle carte all’attenzione dei pm si fa riferimento alla «gestione dei dopolavoro e delle mense Atac senza controllo da parte di imprese costituite da sindacalisti, un contratto per la fornitura delle gomme dal valore di 8 milioni di euro ma che Atac invece paga il doppio, 16 milioni di euro, e di distacchi aziendali non autorizzati».
L’inchiesta della Finanza mira, in particolare, a far luce sui rapporti economici e contrattuali tra Atac e l’associazione dopolavoro Atac e Cotral: quest’ultima, infatti, gestisce le mense e i bar aziendali e costa ad Atac circa 4 milioni di euro all’anno.
L’altro aspetto che ha suscitato l’interesse degli investigatori è quello dei permessi sindacali: si punta infatti ad accertare se siano stati compiuti illeciti con la concessione di permessi retribuiti per un numero di ore eccedenti rispetto a quelle previste. Secondo una stima della stessa Atac, nel 2015 il costo dei permessi sindacali retribuiti sostenuto dall’azienda è stato di circa 4,3 milioni di euro mentre nei primi 4 mesi del 2016 ha superato il milione e mezzo di euro.