Più ottimismo tra gli italiani: i tassi zero spingono gli investimenti sulla casa

Per le famiglie italiane la ripresa è lenta, ma la crisi sembra alle spalle: il 60 per cento giudica imminente un miglioramento e oltre il 20 per cento prevede un aumento delle spese. I tassi di interesse bassi o nulli modificano le scelte di investimento e si profila anche un ritorno al mattone. E quanto emerge dall’Indagine sul Risparmio e sulle scelte finanziarie degli italiani, realizzata dal Centro Einaudi e da Intesa Sanpaolo, si legge su “il Messaggero“.

 

Famiglie più ottimiste, si ritoma alla casa

Alla base oltre mille interviste effettuate dalla Doxa fra gennaio e febbraio a famiglie detentrici di conto corrente bancario o postale. La ricerca è stata presentata da Salvatore Carrubba, presidente del Centro Einaudi, Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, dall’economista Giuseppe Russo e da Gian Maria Gros-Pietro, presidente di Intesa.

Previsto un aumento di spese per i figli

Una quota tra il 20 e il 22% delle famiglie pensa non solo di mantenere, ma di aumentare le spese per i figli e di espandere quelle per la salute e per l’acquisto dei beni durevoli, rinviate negli anni passati. Si risparmia per far fronte alle incertezze: aumenta un po’ il risparmio per la casa (da 8 a 8,5%) ma al primo posto ci sono i figli (17,1%), mentre poco viene messo da parte per la vecchiaia (14,1%). Il saldo tra l’attesa di un reddito sufficiente o insufficiente al momento di andare in pensione scende dal 13 al 6,7% (era pari al 29,8% prima della crisi). Solo 1’11% del campione dichiara di avere sottoscritto qualche forma di previdenza integrativa.

Tassi zero spingono per l’investimento immobiliare

L’ipotesi di interessi a zero (o quasi) per più anni spinge a privilegiare la liquidità (32%) o l’investimento immobiliare (il 29% considererebbe l’acquisto di una casa per sé, il 20% per darla in affitto). Gli acquirenti potenziali di una nuova casa sono tra I’ll e il 19% del campione: il 43% vuole una casa migliore, il 29% ha bisogno di un’abitazione più grande. Cambia il clima anche per le seconde case: il 9% ha intenzione di acquistarla nei prossimi tré anni pur consapevole che non si tratti di un buon investimento. Le scelte rischiose sono marginali mentre aumentano le preferenze per gli strumenti del risparmio gestito. Nel corso del 2015 i patrimoni complessivamente gestiti passano da 1,59 miliardi di euro a 1,83 miliardi (Assogestioni). Il 24% degli intervistati dichiara di seguire questa opzione per poter affidare i propri risparmi a esperti e non pensarci più, semplificandosi la vita, per il 21,9% degli investitori, con il risparmio gestito si possono avere rendimenti migliori rispetto al “fai da te”.