Nuove rivelazioni sul golpe “farsa”. Ma Erdogan insiste: «Vivo per miracolo»

Continuano ad arrivare a profusione notizie e rivelazioni che, in qualche modo, sulla notte del tentato e poi fallito colpo di stato militare di venerdì 15, accrediterebbero l’ipotesi di un “golpe farsa”. Eppure, indifferente a rumors e sospetti, teorie e complotti, Erdogan annche in queste ore ha ripetuto: «Se fossi rimasto nel resort di Marmaris 10 o 15 minuti in più, sarei stato ucciso o catturato». E ripercorrendo in un’intervista tv la notte più lunga del suo mandato presidenziale, il leader turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito una volta di più: «Io? Sono vivo per miracolo»…

Erdogan insiste: «Vivo per miracolo dopo il golpe»…

Intanto, mentre Erdogan ribadisce di essere sopravvissuto per miracolo nella notte del golpe, come riportato da media locali, un alto consigliere militare del presidente turco è stato arrestato nel sud della Turchia con l’accusa di aver partecipato al fallito colpo di Stato, il vicepremier e portavoce del governo di Ankara, Numan Kurtulmus, fa sapere che è salito a 9.322 il numero delle persone arrestate finora con l’accusa di complicità nel tentativo di colpo di Stato in Turchia. Mentre la Presidenza turca per gli Affari religiosi (Diyanet), massima autorità islamica che dipende dallo Stato, aggiornando i dati sulle contromisure adottate nel post golpe rispetto a chiunque possa aver in qualche modo intrattenuto legami con Gulen – storico nemico di Erdogan che Ankara accusa di essere il mandante del fallito colpo di Stato militare – ha annunciato di aver allontanato 492 dipendenti, tra cui imam e docenti di religione, sospettati di legami con la rete di Fethullah Gulen. Non solo: la Diyanet ha anche annunciato che non permetterà lo svolgimento dei funerali islamici per i golpisti uccisi.

L’intelligence sapeva del golpe dalle 16 di venerdì

Eppure, da quanto trapela in queste ore, sembra che i servizi segreti turchi abbiano informato i vertici dell’esercito sulla preparazione di un tentativo di golpe alle 16 di venerdì pomeriggio, diverse ore prima del suo inizio. Lo scrivono in un comunicato ufficiale le stesse Forze armate di Ankara, ribadendo anche l’accusa alla presunta organizzazione terroristica che farebbe capo a Fethullah Gulen. Di più: nel comunicato, l’esercito turco sostiene anche che tutti gli elementi responsabili del tentato golpe sono stati eliminati in Turchia entro le 16 di domenica. Le Forze armate aggiungono poi che «la necessaria risposta è stata data alle serpi nel nostro seno», grazie alla collaborazione tra il potere politico, le forze di sicurezza e il popolo. Eppure, pur nel proflucio di arresti e condanne, si apprende anche che le autorità militari turche avrebbero perso le tracce di 2 elicotteri, partiti tra domenica e lunedì per una missione di salvataggio dei circa 25 membri delle forze speciali che, nella notte del fallito colpo di stato, avevano tentato il raid per catturare il presidente Recep Tayyip Erdogan nel resort di Marmaris, sulla costa egea. A scriverlo è il quotidiano Hurriyet, sostenendo che i soldati golpisti si sarebbero nascosti nelle foreste della zona…

Fethullah Gulen, per Erdogan e Ankara è come Bin Laden, infatti…

E c’è di più: Erdogan in queste ore è un fiume in piena, e parlando a una folla di sostenitori davanti alla sua residenza sulla sponda asiatica di Istanbul, tra punto sulle indagini e anticipazioni sui fermi, dichiarazioni e rivelazioni, annuncia anche che nelle prossime ore sarà riunito «il Consiglio di Sicurezza Nazionale» e che «dopo la riunione verrà resa nota un’importante decisione». Poi, sempre in vena di anticipazioni e di dichiarazioni, prosegue: «Alcuni media internazionali hanno visitato la Pennsylvania», dove risiede l’imam e magnate Fethullah Gulen, che la Turchia accusa di essere dietro al fallito golpe. «Ora, io vorrei chiedere a questi media: se avessero intervistato Bin Laden quando le torri gemelle sono state attaccate, cosa avreste pensato?». Peraltro, sul fronte della reazione al mancato colpo di Stato e sull’idea istituzionale del presunto colpevole, anche il vicepremier e portavoce del governo di Ankara, Numan Kurtulmus, si allinea col presidente turco Erdogan che continua a non retrocedere di un passo dalla sua posizione, e spiega: «La confraternita islamica che fa capo a Fethullah Gulen ha un’ideologia non diversa dall’Isis e, se il golpe avesse avuto successo, avrebbe riportato la Turchia indietro di 40-50 anni e distrutto il Paese come la Siria». Non è un caso allora se, già nei mesi scorsi, la Turchia aveva inserito il nome di Gulen tra quelli dei terroristi più ricercati del Paese, insieme ai leader dello Stato islamico e del Pkk curdo.

Tra i militari arrestati anche i 2 piloti che abbatterono il jet russo

Ad oggi, invece, non potendo agire direttamente sullo storico nemico di Erdogan, il ministero dell’Educazione turco ha annunciato di aver sospeso 15.200 dipendenti per sospetti legami con la rete che fa capo a Fethullah Gulen. non solo: riguardo i presunti colpevoli del golpe, fonti informate sulle indagini riferiscono che ci sarebbero anche 2 piloti, che a novembre parteciparono alle operazioni di abbattimento del jet russo al confine siriano, tra i militari arrestati con l’accusa di essere coinvolti nel fallito golpe in Turchia. La crisi con Mosca nata da quell’incidente è in via di risoluzione dopo che a fine giugno Erdogan ha inviato una lettera di scuse a Putin: oggi, però, è arrivata anche la ciliegina sulla torta con l’arresto dei due piloti (anche se per ragioni diverse dal quelle che scatenarono il “casus belli” col Cremlino )…