Nizza, il doppio dramma di Piero: «Ho detto a Matilde che la mamma non c’è più»

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Le è bastato vedere lo sguardo del padre, gli occhi rossi e la smorfia, per capire che non c’era più nulla da fare per la mamma. Matilde, 14 anni, ha saputo questa mattina dal papà Piero che la madre, Carla Gaveglio, è una delle 84 vittime dell’attentato terroristico di giovedì scorso a Nizza.
A dirglielo è stato il padre Piero Massadri arrivato, questa mattina, all’ospedale Pasteur di Nizza dove lei è ancora ricoverata.
Al fianco di Piero Massadri c’era anche l’ambasciatore italiano in Francia, Giandomenico Magliano, in rappresentanza delle istituzioni.
Quella tragica sera dell’attentato Matilde e la mamma erano assieme sulla Promenade des Anglais. Avevano guardato i fuochi, erano felici. Mentre passeggiavano sul lungomare l’orrore si è abbattuto su di loro.
Il camion guidato da Mohamed Bouhlel non le ha risparmiate nella sua folle corsa.
La ragazzina ricorda di aver visto la mamma mentre veniva caricata in ambulanza. «Mi sembrava che stesse bene, aveva problemi al bacino e alle gambe», ha raccontato.
Piero Massadri si è precipitato sulla Costa Azzurra dopo aver saputo dell’attentato.
Ha rintracciato quasi subito la figlia, ferita alle gambe in modo non grave. E, poi, si è messo a setacciare l’ospedale alla ricerca della moglie. Ma senza esito.
«Sono giorni e notti che non dormo. Nessuno ci dice niente. E’ straziante», ripeteva ai media che lo intervistavano.
Questa mattina – come gli altri parenti delle cinque vittime italiane – è stato convocato al consolato generale di Nizza, in Rue Gambetta. La voce del funzionario non prometteva nulla di buono.
È lì, poco prima delle otto e mezza, che è stata comunicata la lista ufficiale degli italiani deceduti. Qualche minuto di sconforto e poi Piero Massadri è salito in auto per dirigersi all’ospedale.
Lo aspettava un altro compito, il più difficile di tutti.