Nizza, 84 morti, 90 feriti adulti e 30 bambini: e molti corpi sono ancora in strada (VIDEO)

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Ancora sangue. Ancora morte, terrore, disperazione e rabbia. Ancora la Francia colpita al cuore in uno dei giorni simbolici del suo passato: quel 14 luglio che da ieri sera entra, nuovamente, nella storia in nome di altre vittime, di un altro modo di combattere una guerra. Una guerra vigliacca, dispari. Una guerra senza soldati in divisa e in cui la trincea è globalizzata e imprevedibile. Una guerra che, in Francia, è stata dichiarata con l’attentato alla redazione del periodico satirico Charlie Hebdo. Che poi proseguita con gli attentati del 13 novembre con la strage del Bataclan. E che poi ha spostato il suo raggio d’azione a Bruxelles e, solo nelle ultime settimane a Istanbul, dopo aver colpito anche in in Tunisia.

Nizza, il bilancio, purtroppo provvisorio, del massacro

E allora, i corpi di diverse vittime del massacro di ieri sera (giovedì 14 luglio ndr), coperti da un lenzuolo blu, giacciono ancora sul marciapiede della Promenade des Anglais, il lungomare di Nizza, a testimoniare ancora l’orrore della mattanza compiuta dal terrorista franco–tunisino a bordo del camion da cui ha seminato terrore, panico, morte e disperazione. A terra ha lasciato 84 morti – questo per ora il bilancio – e decine di feriti, sembra addirittura 90 adulti e 30 bambini, alcuni dei quali versano in gravi condizioni. Un clima spettrale, quello che si respira a Nizza in queste ore, ore di sgomento, di strazio, di rabbia e di paura. Di contro, i sostenitori dell’Isis – fedeli al grido di guerra lanciato solo poche settimane fa dal Califfo Al Baghdadi che aveva esortasti le cellule dormienti sparse in Europa a non far dormire al nemico occidentale sonni tranquilli, esultano: e come riporta su Twitter il Site, «celebrano» il massacro, anche se al momento non c’è stata ancora una rivendicazione ufficiale.

Nizza, si temono nuovi agguati

Secondo il ministro dell’interno francese Bernard Cazeneuve circa 70 esperti della scientifica stanno lavorando sulla chilometrica scena del crimine e, dunque, i corpi non potranno essere rimossi prima che abbiano finito le loro analisi. Le strade del centro della città sono praticamente deserte. Si teme ancora la presenza di complici del killer. Si teme che qualcun altro, nascosto nell’ombra, mimetizzato nell’animimato quotidiano, qualcuno nato e vissuto magari a Nizza come il folle terrorista di ieri sera, possa tornare a colpire sulla folla inerme, e ancora attonita, per quanto appena accaduto.

Le prime misure di sicurezza

L’accesso agli stabilimenti balneari, pubblici e privati, lungo la Promenade, è stato interdetto dalle autorità locali. Tutti i bambini ritrovati soli tra la folla ieri sera sono stati radunati nella caserma Auvare, sede principale della polizia in città. Il presidente francese Francois Hollande, chenelle prossime ore sarà a Nizza, ha prolungato di altri tre mesi lo stato di emergenza in Francia che doveva terminare il 26 luglio. «Rafforzeremo le operazioni contro i terroristi dell’Isis in Siria e in Iraq e contro chi ci attacca nel nostro territorio» – ha detto Hollande – «nulla ci farà cedere nella nostra volontà di lottare contro il terrorismo». E allora, tra le varie iniziative prese tese a presidiare i confini e a mettere in sicurezza i target sensibili, sono stati ulteriormente rafforzati i controlli da parte italiana sul confine di Stato a Ventimiglia sia a Pont St.Ludovic che a Pont St. Louis dopo l’attentato.

L’attentatore freddato dalla polizia

Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha partecipato questa mattina alla riunione del sottosegretario Marco Minniti con i vertici delle agenzie di intelligence. La Farnesina «invita i connazionali presenti a Nizza ad evitare spostamenti ed a seguire le indicazioni delle Autorità locali». Ancora nessuna conferma dell’eventuale presenza fra le vittime e fra i feriti di italiani. Intanto, si continua a diffondere la notizia che il killer di Nizza, un franco tunisino di 31 anni, «è stato neutralizzato da un uomo e due poliziotti», uno dei quali è una donna, come ha raccontato a Radio Europe 1 il presidente del Dipartimento delle Alpi Marittime Eric Ciotti. «Una persona è saltata sul camion per tentare di fermarlo – ha detto Ciotti –. Ed è stato in quel preciso momento che la polizia è stata in grado di neutralizzare questo terrorista». L’ennesimo stragiosta capace di seminare odio e morte in nome della Jihad.

Di seguito, un video ritrae choc, sgomento e disperazione dei sopravvissuti nei primi attimi dopo la strage: sul lungomare giacciono molte vittime.