Nigeriano ucciso, Meloni: “Cordoglio per un vero richiedente asilo”

E’ stato fermato con l’accusa di omicidio preterintenzionale Amedeo Mancini, l’ultrà della Fermana indagato per l’uccisione di Emmanuel Chidi Namdi, il richiedente asilo nigeriano pestato a morte a Fermo, mentre difendeva la compagna dagli insulti di Mancini rivolti  L’uomo finora era indagato a piede libero. Nella Prefettura di Fermo è intanto iniziata la riunione del Comitato per la sicurezza pubblica, con la presenza del ministro Angelino Alfano. la condanna da parte del mondo politico è  unanime, da premier Renzi, alla Boldrini in giù.

Giorgia Meloni: «Un vero richiedente asilo: la mia vicinanza alla moglie»

«A nome mio e di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale esprimo profondo cordoglio per la morte di Emmanuel Chidi Namdi, arrivato in Italia lo scorso settembre e da qualche mese ospite del seminario vescovile di Fermo», scrive sul suo profilo Fb la presidente di FdI Giorgia Meloni.  «Un vero richiedente asilo, cristiano perseguitato dai fondamentalisti islamici di Boko Haram, fuggito dalla Nigeria con sua moglie dopo l’assalto a una chiesa, nel corso del quale avevano perso la vita i genitori. E’ morto a 36 anni dopo essere stato picchiato per aver difeso la sua donna. Mi auguro che gli inquirenti facciano al più presto luce sul caso e i responsabili siano puniti. Alla sua compagna Chinyery la mia totale vicinanza e solidarietà».

Salvini: «Il ragazzo nigeriano non doveva morire. Una preghiera per lui»

“Chi uccide, stupra o aggredisce un altro essere umano va punito. Punto. A prescindere dal colore della pelle», è il commento del  segretario della Lega Nord Matteo Salvini che si legge sulla sua pagina Facebook. “Sei bianco, sei nero, sei rosa e ammazzi qualcuno senza motivo? In galera, la violenza non ha giustificazione – scrive ancora il leader del Carroccio – Il ragazzo nigeriano a Fermo non doveva morire, una preghiera per lui”.

Mancini è titolare di una grossa azienda zootenica a Fermo, che conta una cinquantina di tori. E’ un volto noto della tifoseria ultras della locale squadra di calcio. Era già stato raggiunto in passato da un provvedimento di Daspo del Questore di Ascoli Piceno. Secondo una ricostruzione ancora molto frammentaria dei fatti,  Mancini ha insultato la compagna di Emmanuel Namdi, Chinyery, gridandole ”scimmia africana” e strattonandola, tanto da provocarle alcune escoriazioni. Il migrante ha reagito sradicando un paletto stradale con il quale avrebbe colpito l’ultrà, facendolo cadere a terra. Mancini però si è rialzato e ha sferrato un pugno a Namdi, che a sua volta è stramazzato a terra, battendo la testa, prima di essere colpito ancora. Le condizioni del nigeriano, entrato in coma irreversibile, erano apparse subito disperate. La morte poi in ospedale. Alla scena avrebbero assistito tre testimoni, e un amico che era insieme all’ultrà.