È morta Marta Marzotto, l’ex mondina divenuta dama della mondanità radical chic

Dopo una breve malattia, vissuta nel massimo riserbo, Marta Marzotto si è spenta a Milano – già da diversi giorni era ricoverata nella clinica La Madonnina – circondata dall’affetto di tutti i suoi figli e nipoti. «Abbiamo raccolto il suo insegnamento – hanno detto a caldo i figli – è stata una madre e una nonna molto affettuosa». E non a caso l’annuncio della sua morte è stato dato, per prima, da un tweet dalla nipote Beatrice Borromeo, che sul web ha scritto: «Ciao nonita mia», postando anche la foto di una giovane Marta, che se n’è andata proprio nel giorno del suo onomastico. La stilista aveva 86 anni, ma sull’età, sul tempo che trascorreva implacabilmente, proprio nella sua ultima biografia diceva: «Io no ho età, sono immortale. Bloccatemi se siete capaci»…

È morta Marta Marzotto

E in effetti era davvero difficile fermarla, arginarla, contenere quell’esuberanza che ha connotato moltissimi anni della sua vita e della  sua attività imprenditoriale e salottiera. Un esistenza davvero intensa, quella vissuta da Marta Marzotto, contrappuntata da grandi amori – due soprattuto: Renato Guttuso e Lucio Magri – e tanti ammiratori celebri e tradimenti rivelati. «Nella mia infedeltà – confessò tempo addietro in una delle sue apparizioni televisive – ero fedelissima: sono stata un’ottima moglie». Sicuramente è stata una madre generosa: dal matrimonio con Marzotto sono nati infatti Paola, Annalisa, Vittorio, Diamante e Matteo; una madre messa duramente alla prova dalla vita con la prematura scomparsa della sua secondogenita, nata nel 1957 e morta nel 1989 a causa di una fibrosi cistica.

Icona della stile italiano

A lungo icona dello stile italiano la Marzotto, nata Vacondio a Reggio Emilia nel 1931, apprezzata stilista ed ex modella, ha protagonizzato a lungo nella vita culturale e nella realtà mondana milanese, dove è stata fino all’ultimo dama indiscussa dei salotti radical chic. Cinque figli, un marito aristocratico (il conte Umberto Marzotto), Marta era nata da un casellante delle ferrovie e da una mondina. Ha vissuto i primi anni della sua vita a Mortara, in Lomellina, e ha cominciato a lavorare molto giovane, per poi muovere i primi passi nel mondo della moda, a Milano, dove ha conosciuto e ammaliato con il suo modo di fare, la sua intraprendenza e femminilità, uno dei fratelli eredi della dinastia industriale tessile vicentina dei Marzotto. Il matrimonio finirà, ma anche dopo il divorzio, la contessa Marta Marzotto continuerà a usare il cognome del marito. Il resto sono vicende giudiziarie con il figlio di Guttuso, serate mondane, cene e ricevimenti passati alla storia del costume, e scandali. Poi il ritiro dalle scene sociali. La Malattia. La fine arrivata nella più assoluta riservatezza, e circondata dall’affetto della sua famiglia riunita al suo capezzale.